Le microonde come armi e gli effetti a lungo termine

Qualcuno ci sta mentendo – e non sono certo gli scienziati indipendenti, che ci stanno mettendo invece in guardia – sul fatto che il 5G sia perfettamente sicuro: perché è allo stesso tempo un’arma militare che usa le stessa bande di frequenza per il controllo della folla come arma biologica (nel caso dello onde millimetriche) o per provocare tutta una serie di disturbi e malesseri (nel caso delle microonde). Siamo quindi di fronte a un clamoroso caso di “doppia verità”, evidentemente inconciliabili fra loro.

In quest’articolo vedremo come si possano impiegare le microonde come un’arma e come, quando è stato fatto sia pure a bassi livelli di densità di potenza, si siano riscontrati anche dei gravi effetti a lungo termine (quali ad es. un aumento di tumori), in accordo con quanto già riscontrato per la telefonia mobile. Mentre nell’articolo Onde millimetriche: l’uso come arma non letale illustriamo come anche le onde millimetriche possano essere usate come una micidiale arma, con effetti a breve termine sull’uomo.

Le microonde sono onnipresenti nella vita moderna. Sono impiegate dai radar, cucinano i cibi nei forni a microonde, trasmettono informazioni attraverso il Wi-Fi e collegano i telefoni cellulari alle torri con le antenne della telefonia mobile. Sono una forma di radiazione elettromagnetica presente sullo stesso spettro della luce e dei raggi X, solo all’estremità opposta. Come le onde millimetriche, fanno parte delle “radiofrequenze”, distinte dalle “basse frequenze” (quelle ad es. degli elettrodotti).

Mentre la radio può impiegare onde di lunghezza pari o superiore a un chilometro, le microonde variano come lunghezza da circa 30 cm a circa 1 cm. Sono viste come innocue negli usi quotidiani come il cucinare gli alimenti in un microonde o usare un telefonino. Ma le loro dimensioni minuscole consentono anche una messa a fuoco stretta, come quando le antenne paraboliche trasformano i raggi disorganizzati in raggi concentrati. Ed è allora che queste onde possono trasformarsi in potenti armi.

Sebbene la maggior parte delle persone non ne siano consapevoli, perfino il magnetron da circa 1 kW di potenza di un comune forno a microonde può essere utilizzato per creare una sorta di “fucile a microonde” che, sebbene non sia in grado di produrre i risultati illustrati nel presente articolo, può comunque far saltare in aria le noci di cocco – con le microonde emesse dal magnetron stesso – entro un raggio di una decina di metri, e potrebbe anche uccidere piante o animali posti nel medesimo raggio.

Un “fucile a microonde”, progetto molto diffuso sul web, è bene non realizzarlo mai, poiché è estremamente pericoloso (ad es. per gli occhi) anche per chi lo usa. (fonte: Hackaday)

L’effetto uditivo dovuto alle microonde: il cosiddetto “effetto Frey”

Le dimensioni della testa umana fanno di questa un’antenna abbastanza buona per raccogliere i segnali a microonde. Il dott. Allan Frey, un biologo, si è imbattuto nel cosiddetto “effetto acustico prodotto dalle microonde” nel 1960, mentre lavorava per l’Advanced Electronics Center della General Electric, alla Cornell University. Un uomo che aveva misurato i segnali radar in un vicino impianto si avvicinò a lui durante una riunione e gli confidò che poteva sentire gli impulsi del raggio: “zip, zip, zip”.

Incuriosito, il dott. Frey si recò nel posto di lavoro dell’uomo e si posizionò in un raggio radar. “Wow”, ha ricordato, “potevo sentirlo anche io”. I documenti di Frey riportano che persino le persone sorde potevano sentire i falsi suoni ed egli ha fondato un nuovo campo di studi sull’impatto neurale delle radiazioni. Il primo articolo di Frey, nel 1961, riportò che densità di potenza 160 volte inferiori al “livello massimo standard di sicurezza per l’esposizione continua” potevano indurre gli effetti sonori.

Un suo secondo articolo, nel 1962, individuò il sito del recettore del cervello come i lobi temporali, che si estendono al di sotto delle tempie. Ogni lobo reca una piccola regione – la corteccia uditiva – che elabora i segnali nervosi dalle orecchie esterne e interne. Le normali onde sonore entrano nell’orecchio e fanno vibrare il timpano; queste vibrazioni sono convogliate alla coclea e convertite in segnali elettrici. Usando le microonde, in qualche modo al cervello arrivano direttamente i segnali elettrici.

Il cervello può percepire alcune microonde come dei suoni, un fenomeno scoperto nel 1962 da Allan Frey.

Gli effetti delle radiazioni a microonde sugli esseri umani sono stati a lungo al centro della ricerca sulle armi negli Stati Uniti, in Russia e altrove nel mondo. Ad alcune frequenze, le microonde possono essere utilizzate per causare un grande disagio, compresa una sensazione di bruciore, senza causare effetti a lungo termine. Ma, in altri, le microonde possono penetrare più profondamente nel corpo e causare nell’uomo dei sintomi che includono allucinazioni uditive indotte direttamente nel cervello.

Durante la Guerra Fredda, Washington temeva che Mosca stesse cercando di trasformare le radiazioni a microonde in armi segrete di controllo mentale. Più recentemente, l’esercito americano stesso ha cercato di sviluppare armi a microonde che potessero invisibilmente irradiare fasci che producessero effetti sonici terribilmente potenti sotto forma di rumore e persino di parole pronunciate nelle teste delle persone. Lo scopo era di disabilitare gli aggressori e condurre una guerra psicologica.

Le prove raccolte suggeriscono che gli strani e sconcertanti sintomi ed i disturbi che, dalla fine del 2016, hanno colpito più di tre dozzine di diplomatici e familiari americani delle ambasciate statunitensi a L’Avana (Cuba) ed a Guangzhou (Cina) – provocando una rottura diplomatica tra l’Avana e Washington – potrebbero essere stati il ​​risultato proprio di attacchi con radiazioni elettromagnetiche nell’intervallo spettrale delle microonde, e gli agenti russi sono considerati i più probabili sospetti dietro gli attacchi.

L’ambasciata americana a Cuba presidiata dai Marines. Come vedremo, l’uso di microonde contro le ambasciate USA non è affatto una novità.

Gli scienziati sanno da decenni che il cervello può percepire come suoni alcune microonde: già in un esperimento compiuto nel 1962 le microonde che colpivano la testa nell’area attorno al lobo temporale erano percepite come suoni, sebbene non si sappia il meccanismo. Le microonde spiegano quindi nel modo più plausibile i resoconti di suoni, malesseri e traumi dolorosi avvertiti dal personale delle ambasciate rispetto ad altri possibili colpevoli: attacchi sonici, infezioni virali e ansia contagiosa.

Nel marzo 2018, il Journal of American Medical Association ha pubblicato i dettagli degli esami di 21 delle vittime – facenti parte dell’Ambasciata USA all’Avana – dei misteriosi sintomi e strani rumori (squilli, ronzii, etc.), scoprendo che avevano “subito lesioni alle reti cerebrali diffuse senza una storia associata di trauma cranico”. All’inizio di novembre 2018, il capo della squadra che ha condotto lo studio ha dichiarato al New York Times che le microonde erano la causa più probabile delle lesioni cerebrali.

William Broad, giornalista del New York Times, ha riferito che numerosi esperti hanno collegato i sintomi sperimentati dalle vittime delle ambasciate americane con il cosiddetto “effetto Frey” – descritto per la prima volta dal neuroscienziato americano Allan Frey nel 1961 – e noto anche come “effetto uditivo dovuto alle microonde” (Microwave Auditive Effect, o MAE), nel quale le microonde inducono la sensazione di strani suoni (o persino di parole) all’interno della testa di una persona.

Allan Frey, il biologo scopritore dell’effetto omonimo. (fonte: New York Times)

L’effetto Frey è stato al centro di ripetute ricerche da parte dell’Unione Sovietica, della Federazione Russa e degli Stati Uniti. La ricerca finanziata dalla US Navy nel 2003 e nel 2004 da WaveBand, una società acquisita in seguito dalla Sierra Nevada, ha esaminato l’uso del MAE come arma di controllo della folla con le microonde, e quest’arma è stata chiamata MEDUSA (Mob Extras Deterrent Using Silent Audio). Ecco come viene descritto l’“effetto uditivo dovuto alle microonde” o MAE:

“L’‘effetto uditivo dovuto alle microonde’, o MAE, produce una forte sensazione sonora nella testa umana quando questa viene irradiata con impulsi a microonde appositamente selezionati a bassa energia. Attraverso la combinazione di parametri di impulso e potenza dell’impulso, è possibile elevare la sensazione uditiva al livello di “disagio”, scoraggiando il personale dall’entrare in un perimetro protetto o, se necessario, rendendo temporaneamente incapaci determinati individui”.

La ricerca è stata abbandonata dopo l’acquisizione di WaveBand. Kenneth Foster, un professore di bioingegneria presso l’Università della Pennsylvania e uno dei primi ricercatori del MAE, nel 2008 ha dichiarato a IEEE Spectrum che il sistema non avrebbe funzionato come previsto. “Qualsiasi tipo di esposizione che potresti dare a qualcuno che non lo bruci prima come un toast produrrebbe un suono troppo debole per avere un qualche effetto utile”. Altri ricercatori concordano.

La ricerca sulle armi alle microonde e “psicotroniche”

Ma altri paesi hanno apparentemente continuato la ricerca su tali armi, senza preoccuparsi degli effetti fisici a lungo termine che un’arma a microonde avrebbe sui propri obiettivi, o forse proprio a causa di essi. Nel 2012, il ministro della Difesa russo Anatoli Serdjukov ha annunciato che “le armi energetiche dirette” e le “armi psicotroniche” – armi destinate ad attaccare il sistema nervoso centrale degli obiettivi umani – facevano parte del piano decennale della Russia per gli appalti di armi militari.

Non molto tempo dopo le sue prime scoperte, il già citato Allan Frey fu invitato dall’Accademia delle Scienze Sovietica a visitarla ed a tenere conferenze. Verso la fine, con sua sorpresa, vene portato fuori da Mosca in una base militare circondata da guardie armate e da dei recinti di filo spinato. “Mi hanno fatto visitare i vari laboratori e discutere dei problemi”, compreso l’impatto neurale delle microonde, ha ricordato Frey. “Ho dato un’occhiata interna al loro programma classificato”.

Sempre in piena guerra fredda, quattro uomini ben vestiti della Central Intelligence Agency (CIA) andarono a far visita al dott. Milton Zaret, un noto oftalmologo che si occupava per le Forze armate USA degli effetti delle microonde sugli occhi. Essi diedero a Zaret traduzioni di articoli scientifici sovietici che mostravano che bassi livelli di microonde potevano influenzare il cervello e gli chiesero se le microonde potevano essere usate per creare effetti sul cervello come quelli del film The Manchurian Candidate.

The Manchurian Candidate, un film sul “lavaggio del cervello”.

I russi sono da sempre affascinati dalla prospettiva del controllo mentale, al punto da adottare una terminologia speciale per la classe generale delle armi previste: psicofisiche e psicotroniche. La ricerca sovietica sulle microonde per la “percezione del suono interno”, come già nel 1976 metteva in guardia la Defense Intelligence Agency, mostra un grande potenziale per “sconvolgere i modelli di comportamento del personale militare o diplomatico”. Ed infatti, così è effettivamente successo.

La National Security Agency statunitense ha fornito a Mark S. Zaid, un avvocato di Washington che ha di solito il permesso per discutere questioni riservate, una dichiarazione su come una potenza straniera ha costruito un’arma “progettata per colpire gli alloggi di un bersaglio con le microonde, causando numerosi effetti fisici, tra cui danni al sistema nervoso”. Il signor Zaid disse che osservò incredulo un suo cliente recuperare il controllo del sistema nervoso, cominciando da quello delle sue dita.

La Russia, la Cina e molti stati europei hanno oggi il know-how necessario per creare armi a base di microonde che possano debilitare, seminare il rumore o persino uccidere. “Potenze avanzate”, dicono gli esperti, “potrebbero raggiungere obiettivi più sfumati come trasmettere parole alle teste delle persone”. Solo le agenzie di intelligence sanno quali nazioni effettivamente possiedono e usano tali armi sconosciute. Ma che tali armi esistano e siano tutt’altro che innocue è un dato di fatto.

L’arma di base potrebbe essere costituita da un’antenna parabolica che concentra le radiazioni a microonde. In teoria, tale dispositivo potrebbe essere tenuto in mano o montato su un furgone, in auto, in barca o in elicottero. Le armi a microonde sono ritenute di solito funzionanti su distanze relativamente brevi: attraverso la lunghezza di alcune stanze o edifici. Quelle ad alta potenza potrebbero essere in grado di sparare raggi attraverso diversi campi di calcio, o anche per diversi chilometri.

Un dispositivo portatile per dirigere le microonde verso un obiettivo potrebbe usare un’antenna parabolica e un’opportuna modulazione.

In un articolo scientifico, James C. Lin dell’Università dell’Illinois – uno dei principali investigatori dell’effetto Frey, nonché editor di Bio Electro Magnetics, una rivista peer-reviewed che esplora gli effetti di onde radio e dei campi elettromagnetici sugli esseri viventi – ha descritto i malesseri dei diplomatici come derivanti, plausibilmente, da raggi a microonde ad alta intensità, che “potrebbero aver loro causato non solo rumori forti, ma anche nausea, mal di testa e vertigini, oltre a possibili lesioni del tessuto cerebrale”.

“Le radiazioni”, ha aggiunto, “potrebbero essere state sparate di nascosto, colpendo solo l’obiettivo previsto”. Ciò sembra essere confermato dai riscontri oggettivi. Nell’evento di Cuba, la moglie di un membro del personale dell’ambasciata, secondo quanto riferito alle autorità, aveva guardato fuori casa dopo aver sentito i suoni inquietanti e aveva visto un furgone allontanarsi. Un’antenna parabolica potrebbe adattarsi facilmente a un piccolo furgone, che passerebbe di solito inosservato.

Inoltre, l’equipe medica che ha studiato i diplomatici cubani ha attribuito i sintomi, nello studio del Journal of American Medical Association, a “una fonte di energia sconosciuta” che era altamente direzionale. Alcuni membri del personale, ha osservato, avevano coperto le orecchie e la testa ma non hanno subito alcuna riduzione del suono. La squadra ha detto che i diplomatici sembravano aver sviluppato segni di commozione cerebrale senza aver ricevuto alcun colpo alla testa.

I diplomatici americani in Cina hanno subito traumi simili. Il Segretario di Stato Mike Pompeo, infatti, ha definito i dettagli medici dei due gruppi “molto simili” e “del tutto coerenti” l’uno con l’altro. Ma l’analisi medica più dettagliata per gli attacchi a microonde è stata fatta da Beatrice A. Golomb, un medico e professore di medicina all’Università della California, a San Diego, in un articolo che verrà pubblicato su Neural Computation, una rivista peer-reviewed del MIT Press.

Lo spettro dei suoni percepiti presso l’ambasciata USA a Cuba.

La Golomb ha confrontato i sintomi dei diplomatici a Cuba con quelli denunciati da persone che si dice soffrano di malattie da radiofrequenza. “Le risposte sulla salute dei due gruppi”, ha scritto il dottor Golomb nel suo articolo, “si conformano strettamente”. In conclusione, la ricercatrice ha sostenuto che “numerose caratteristiche altamente specifiche” degli incidenti diplomatici “si adattano all’ipotesi” di un attacco a microonde, inclusa la produzione di suoni disturbanti di tipo Frey.

Gli effetti a lungo termine delle armi a microonde: cancro e altro

L’irradiazione con microonde delle ambasciate a Cuba e in Cina non è una novità, e sappiamo che sul lungo termine provocano il cancro e altre patologie. Per 25 anni, dal 1953 al 1978, i sovietici hanno usato le radiazioni a radiofrequenza nella regione delle microonde per attaccare segretamente il personale dell’ambasciata statunitense a Mosca, in Russia. La campagna di irradiazione in corso ha interessato circa 1.800 dipendenti e 3.000 dipendenti ospitati presso l’ambasciata in questo periodo.

Durante la Guerra Fredda, i dipendenti del Dipartimento di Stato americano temevano gli incarichi a Mosca, nota come “l’ambasciata più ammalata del mondo”. I sovietici esposero l’ambasciata statunitense a radiazioni a microonde da 2,5 a 4,0 GHz per circa 40 ore a settimana. Secondo un noto studio, “sebbene l’intensità delle microonde che raggiungevano l’ambasciata fosse circa 500 volte inferiore ai limiti USA per l’esposizione professionale, era il doppio del limite più alto consentito da quelli sovietici”.

I sovietici, dunque, irradiarono l’ambasciata americana a Mosca con campi elettromagnetici a microonde a bassa intensità che venivano trasmessi da una fonte nascosta a circa 100 metri a ovest del palazzo di 10 piani dell’ambasciata (e, dal 1975, anche da una seconda fonte a est), negli edifici sul lato opposto del viale dell’ambasciata. La CIA aveva analizzato le microonde e determinato le loro precise caratteristiche che, con grande sorpresa dei funzionari governativi degli Stati Uniti, corrispondevano a quelle degli esperimenti pubblicati dai sovietici che coinvolgono effetti comportamentali nei ratti.

L’ambasciata americana a Mosca.

Secondo il rapporto originale dell’epoca descritto nel lavoro di cui parleremo fra poco, “le esposizioni massime erano fino a 5 μW/cm2 (pari a 50 mW/m2) per 9 ore al giorno”. Tuttavia, l’Appendice 11 del medesimo rapporto osserva: “In generale, le esposizioni individuali sarebbero state molto inferiori ai massimi a causa della posizione lontana da una finestra o di un movimento verso altre stanze o piani e dal fatto che alcune ore di funzionamento del segnale erano notturne” (Elwood, 2012).

Inoltre, “il livello di fondo esistente quando i segnali irradiati verso l’ambasciata erano spenti sarebbe inferiore ai livelli massimi del segnale di almeno un fattore mille. In un rapporto successivo, “la densità di potenza media nelle stanze esposte fu stimata essere ancora più bassa: 1,5 μW/cm2. Per di più, impiegati e dipendenti si trovavano dal terzo al settimo piano, e livelli simili erano stimati per le cucine e le camere da letto; ma i salotti, le sale da pranzo ed i bagni non erano esposti al fascio”.

Dal maggio del 1975 c’erano fasci di due fonti. Le esposizioni massime erano “fino a 15 μW/cm2 per 18 ore al giorno. Nella relazione successiva, i livelli medi più alti indicati furono 10,2 μW/cm2 in una stanza del decimo piano, con livelli medi di esposizione del personale da 1,3 a 3,3 μW/cm2. La lettura più alta registrata fu di 24 μW/cm2 vicino a una finestra in una stanza al decimo piano per un periodo di due ore. Il 6 febbraio 1976 sulle finestre fu installata una schermatura che, insieme a riduzioni della potenza del trasmettitore, ridusse i livelli anche in stanze direttamente esposte a meno di 0,1 μW/cm2”.

Tabella riassuntiva dei valori di esposizione alle microonde nell’ambasciata USA a Mosca nei due periodi temporali precedente e successivo al 1975.

In uno studio scientifico (Lilienfeld et al., 1978) commissionato dal Dipartimento di Stato, e condotto da Abraham Lilienfeld e collaboratori (Dipart. di Epidemiologia, John Hopkins Univ.) confrontando lo staff dell’ambasciata di Mosca con altri membri delle ambasciate USA nei Paesi dell’Est, si è scoperto che il personale dell’ambasciata statunitense aveva un aumento statisticamente significativo di sintomi e patologie sul breve termine, quali: depressione, irritabilità, problemi di concentrazione, perdita di memoria, problemi alle orecchie, problemi della pelle, problemi vascolari e altri problemi di salute.

Inoltre, più a lungo avevano lavorato lì, peggiori erano questi problemi. Ed i funzionari di alto rango non erano immuni dalle conseguenze. Tre ambasciatori americani a Mosca sono morti di cancro: Llewellyn Thompson e Charles Bholen morirono prima del 1976, e Walter Stoessel morì di leucemia nel 1986. Anche a James Schumaker, un agente dei servizi esteri che viveva lì, fu diagnosticata la leucemia nel 1985. I livelli di medi esposizione alle microonde nell’edificio sono stimabili in 2 μW/cm2 (o 20 mW/m²).

Come spiegato dal dott. Neil Cherry, uno scienziato ambientale neozelandese, “i cancri risultanti dominanti per il personale delle ambasciate erano il tumore cerebrale, la leucemia e il cancro dell’organo riproduttivo. Ciò conferma che l’esposizione a microonde cronica a livelli estremamente bassi è associata a un aumento molto significativo della malattia e della mortalità negli organi di tutto il corpo, in linea con il diffuso danno cellulare del cromosoma. Sono state misurate anche aberrazioni cromosomiche significativamente elevate e alterazioni significative nella conta dei globuli bianchi e dei globuli rossi”.

Il cancro al cervello è il tipo di tumore più comune associato all’esposizione ai campi elettromagnetici, in particolare a quelli a radiofrequenza (ad es. nelle microonde), secondo i dati epidemiologici e come confermato anche dai recenti studi sugli animali effettuati dall’Istituto Ramazzini e dal National Toxicology Program.

Si noti che lo studio di Lilienfeld e collaboratori confrontava il personale dell’ambasciata di Mosca e i suoi dipendenti esposti alle radiazioni con lo staff e i dipendenti non esposti di altre ambasciate statunitensi dell’Europa orientale (Belgrado, Bucarest, Budapest, Leningrado, Praga, Sofia, Varsavia e Zagabria), che avrebbero avuto procedure di selezione simili e molte somiglianze nel loro lavoro e stile di vita. La validità dello studio dipende dal presupposto che il personale delle altre ambasciate non fosse esposto a radiofrequenze analoghe; altrimenti, lo studio sottostima gli effetti reali.

Un risultato molto notevole è stata la relazione dose-risposta riscontrata per una serie di malattie del personale dell’ambasciata e loro familiari. Nonostante i piccoli numeri, la mancanza di un lungo periodo di latenza e la presenza di fattori di diluizione, i dati dello studio di Lilienfeld del 1978 mostrano già aumenti significativi in: problemi cardiaci, sintomi neurologici e psicologici, conteggio delle emazie alterato, aberrazioni cromosomiche aumentate e incidenza di tumori elevata nei bambini e negli adulti.

Questi sintomi e patologie sono associati all’esposizione cronica a microonde pulsate a bassissima intensità. L’incidenza della malattia aumenta in modo dose-risposta con gli anni di esposizione. Tali risultati erano – e sono – imbarazzanti per i governi degli Stati Uniti e del resto del mondo, in termini di validità dei limiti di legge attuali per l’esposizione ai campi a radiofrequenza. Nell’ambasciata di Mosca l’esposizione era a soli 2 μW/cm2 (cioè 20 mW/m²), ma un telefonino può generare una densità di potenza ben maggiore.

Infatti, come mostrato nella tabella qui sotto, a circa 10 cm da un moderno telefono cellulare 3G/4G la densità di potenza può essere circa doppia, quando siamo in conversazione in casa o in un edificio. Le densità di potenza può essere addirittura 4 volte maggiore a 1 metro di distanza da un router Wi-Fi domestico, e tale valore è appena inferiore al limite di legge italiano all’aperto. Ma le lobbies premono per aumentare i limiti di legge della densità di potenza di ben 100 volte (aumenta con il quadrato del campo elettrico)!

Nell’ambasciata di Mosca l’esposizione era inferiore o uguale a quella cui molti di noi sono oggi (con telefonini e Wi-fi) esposti, eppure ha provocato effetti biologici e sanitari poi insabbiati dal Dipartimento di Stato per non creare panico e, soprattutto, per non dover rivedere i limiti di legge evidentemente inadeguati.

Si noti che al personale dell’ambasciata ed ai familiari non fu detto nulla della cosa. Fu detto loro che dovevano dare un campione di sangue perché c’era in giro un virus che causava la cosiddetta “vendetta di Montezuma”. Inoltre a Cecil Jacobson, il medico della George Washington University che analizzò i campioni di sangue prelevati e che disse di aver trovato difetti genetici nei vetrini che stava analizzando, il Dipartimento di Stato cancellò il contratto per lo studio del sangue.

Nel frattempo, il personale dell’ambasciata civile e militare e le loro famiglie continuarono a lavorare e vivere nell’edificio dell’ambasciata nella completa ignoranza del fatto che erano stati bombardati da un raggio di microonde. Dopo che l’ambasciatore e molti altri che avevano lavorato presso l’ambasciata avevano sviluppato un cancro, il top scientist della US Navy Samuel Koslov iniziò uno studio segreto in cui campioni di sangue delle persone esposte furono esaminati per cercare prove del cancro.

Ben presto il Dipartimento di Stato – al quale la Central Intelligence Agency (CIA) aveva consigliato di esaminare le cartelle cliniche dei dipendenti dell’ambasciata per determinare se vi fosse qualsiasi aumento dei problemi di salute dopo l’inizio dell’irradiazione – cercò di coprire gli effetti delle microonde sulla salute delle persone, a cominciare da quelli trovati da Jacobson, ricercatore esperto degli effetti dei campi elettromagnetici sui cromosomi. Inoltre, cambiò le conclusioni nei rapporti ufficiali.

Gli effetti delle microonde sui dipendenti dell’ambasciata USA a Mosca sono stati subito coperti dal Dipartimento di Stato. Il rapporto di Lilienfeld citato nel testo, che contiene il materiale informativo raccolto all’epoca e una sua analisi.

Il funzionario del Dipartimento di Stato a capo dell’indagine, il dott. Herbert Pollack, modificò le conclusioni del rapporto finale rispetto alla relazione proposta – e visionata dal prof. Goldsmith, che aveva ottenuto informazioni attraverso la Freedom of Information Act statunitense – in modo tale da affermare che nessun effetto poteva essere associato all’esposizione del personale dell’ambasciata. I dati e la testimonianza di Goldsmith dimostrano che quanto scritto nel rapporto ufficiale non è la verità (Goldsmith, 1992): questi includevano i risultati degli esami del sangue e i verbali delle riunioni con Pollack.

Le conclusioni del dott. Cherry, comunque, sono oggi supportate anche da migliaia di studi, incluso quello decennale del National Toxicology Program sulla cancerogenesi della radiazione a microonde prodotta da un comune telefonino, i cui risultati sono stati resi pubblici nel 2018. Pure un ottimo articolo di rassegna di Yakymenko et al. (2011) mostra come l’ esposizione a lungo termine alle radiazioni a microonde provoca la crescita del cancro: esistono prove da radar e sistemi di comunicazione mobile.

Gli stessi effetti avversi sulla salute inflitti al personale dell’ambasciata statunitense (problemi cardiaci, danni neurologici, conteggio delle cellule del sangue alterato, aumento delle aberrazioni cromosomiche, cancro elevato nei bambini e negli adulti e malattie la cui incidenza aumenta statisticamente secondo una relazione dose-risposta con l’aumentare del tempo cumulativo di esposizione) sono causate oggi dall’uso e dall’esposizione a dispositivi di telefonia mobile e infrastrutture Wi-Fi.

Il boom del glioma, un tumore del cervello associato all’uso del telefonino, coincide con la nascita della telefonia mobile di massa, intorno al 1995 (lancio del GSM operante su rete 2G). Il tasso degli altri tumori del cervello invece è rimasto, nel frattempo, costante. (fonte dei dati: UK Office for National Statistics)

I russi hanno preso di mira l’ambasciata degli Stati Uniti con armi a radiofrequenza da 2,5 a 4,0 GHz, frequenze molto simili a quelle usate oggi dalla telefonia mobile (2G/3G/4G/5G) e dal Wi-Fi, ed a livelli di potenza bassi, simili a quelli che ci saturano oggi dove viviamo, lavoriamo, andiamo a scuola, e giochiamo (Elwood, 2012); e che saranno accresciuti di un fattore ≈100 dalla rete 5G, che dirigerà verso i dispositivi mobili e le persone che li hanno in mano / indosso dei fasci concentrati di radiazioni.

 

Riferimenti bibliografici

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