I vari tipi di inquinamento dell’acqua

Esistono molti tipi di inquinamento dell’acqua – o inquinamento idrico – poiché l’acqua proviene da molte fonti. Ma anche la molteplicità o meno delle fonti inquinanti determina diversi tipi di inquinamento, il quale in generale può essere puntiforme, non puntiforme o transfrontaliero.

Infatti, se gli inquinanti di un corpo idrico provengono da una sola fonte o punto – come ad esempio uno smaltimento incontrollato da parte di una fabbrica – l’inquinamento è chiamato di origine “puntiforme”. Altri esempi di inquinamento puntiforme includono una fuoriuscita di petrolio da una petroliera, o qualcuno che versa l’olio della propria auto in un torrente. Se invece l’inquinamento proviene da molte fonti o punti, viene chiamato di origine “non puntiforme”, o da fonti diffuse.

Quando l’inquinamento proveniente da un solo punto entra nell’ambiente, il luogo più colpito è di solito l’area immediatamente intorno alla fonte, come nel caso della petroliera: il petrolio si concentra attorno alla cisterna stessa e, nelle giuste condizioni oceaniche, l’inquinamento si disperde più lontano dalla petroliera. Ciò è meno probabile che si verifichi con l’inquinamento non puntiforme, o diffuso, che per definizione entra nell’ambiente da diversi luoghi contemporaneamente.

L’inquinamento può anche interessare solo l’area in cui si è verificato, ma in molti casi – specie per l’acqua che scorre – la contaminazione si diffonde in molti altri luoghi: esso è detto “transfrontaliero”. Un esempio è il modo in cui i rifiuti radioattivi viaggiano negli oceani dagli impianti di ritrattamento nucleare in Inghilterra e in Francia nei paesi vicini come Irlanda e Norvegia.

In molti Paesi, l’inquinamento di origine “non puntiforme” è la principale causa dei problemi di qualità dell’acqua. Questo tipo di inquinamento può includere: fertilizzanti, erbicidi e insetticidi provenienti da terreni agricoli e aree residenziali; oli, grassi e prodotti chimici tossici derivanti dai veicoli e dalla produzione di energia; batteri e nutrienti dal bestiame e rifiuti di animali domestici; sedimenti ed erosione relativi a siti di costruzione; deposizione atmosferica al suolo, etc.

Infatti, quando l’acqua piovana cade, una parte di quell’acqua è assorbita dai laghi, dai fiumi e dagli stagni, e una parte viene utilizzata dalle piante prima che abbia la possibilità di andare altrove. Altre quantità di acqua, invece, evaporano invece di andare da qualche parte. Ma l’acqua rimanente dalla pioggia deve andare da qualche parte, e quindi penetra nel terreno per diventare acqua sotterranea. L’acqua utilizzabile dall’uomo è quasi totalmente costituita dalle acque sotterranee.

Ecco alcuni dei principali tipi di inquinamento idrico:

1. Inquinamento dei nutrienti

Alcune acque reflue, fertilizzanti e liquami contengono elevati livelli di nutrienti. Se finiscono nei corpi d’acqua, incoraggiano la crescita delle alghe e delle erbacce nell’acqua stessa. Ciò renderà l’acqua imbevibile e intaserà i filtri. Troppe alghe utilizzeranno finanche tutto l’ossigeno nell’acqua e altri organismi idrici presenti nell’acqua moriranno per la mancanza di ossigeno. Altri animali, infine, potrebbero ammalarsi per un eccesso di certi tipi di sostanze nutritive nell’acqua che bevono.

2. Inquinamento delle acque superficiali

Gran parte dell’acqua sulla Terra si trova negli oceani, e alcuni di essi sono ancora congelati nei ghiacciai. L’acqua di superficie comprende l’acqua naturale che si trova sulla superficie terrestre, come fiumi, laghi, lagune e oceani. Essa va dunque distinta dall’acqua sotterranea, come quella delle falde acquifere. Le sostanze pericolose che entrano in contatto con questa acqua di superficie, dissolvendosi o mescolandosi fisicamente con l’acqua, provocano un inquinamento delle acque superficiali.

3. Impoverimento dell’ossigeno

I corpi idrici hanno dei microrganismi. Questi includono organismi aerobici e anaerobici. Quando troppe sostanze biodegradabili (cioè che decadono facilmente) finiscono nell’acqua, incoraggiano la crescita di più microrganismi e questi consumano più ossigeno nell’acqua. Se l’ossigeno viene esaurito, gli organismi aerobici muoiono e gli organismi anaerobici crescono di più, producendo tossine dannose come l’ammoniaca ed i solfuri, ed alterando il nomale equilibrio naturale.

4. Inquinamento delle falde acquifere

Quando gli esseri umani applicano pesticidi e sostanze chimiche ai suoli, o scaricano sui campi i fanghi di depurazione con tutti i potenziali inquinanti in essi contenuti, queste sostanze vengono dilavate via dall’acqua piovana e penetrano profondamente nel terreno. Tutto ciò arriva all’acqua della falda sotterranea, causando un inquinamento delle falde acquifere. Ciò significa che quando scaviamo pozzi e per prelevare l’acqua dal sottosuolo, bisogna verificare l’inquinamento della falda.

Le varie vie di inquinamento delle falde acquifere.

5. Inquinamento microbiologico

In molte comunità del mondo, le persone bevono acqua non trattata (ad es. prelevata direttamente da un fiume o da un ruscello). A volte, però, c’è l’inquinamento naturale causato da microrganismi come virus, batteri e protozoi, che è incrementato dalla contaminazione da parte di escrementi o di animali morti. Quest’inquinamento naturale può causare la morte dei pesci e di altre forme viventi nell’acqua. Può causare anche malattie gravi agli esseri umani che bevono tali acque.

6. Materia in sospensione

Alcuni inquinanti (sostanze, particelle, parti di materiali e composti chimici) non si dissolvono facilmente nell’acqua. Questo tipo di materiale è chiamato “particolato”. Alcune delle sostanze inquinanti in sospensione si adagiano successivamente sotto il corpo dell’acqua. Ciò può danneggiare e persino uccidere gli organismi acquatici che vivono nella parte inferiore dei corpi idrici. Per non parlare dell’inquinamento dovuto a materiali più grandi, come ad es. la plastica che galleggia negli oceani.

7. Inquinamento chimico dell’acqua

Molte industrie e agricoltori lavorano con prodotti chimici che finiscono nell’acqua. Ciò è comune con l’inquinamento di origine “puntiforme”. Esso include sostanze chimiche che vengono utilizzate per il controllo delle erbacce, degli insetti e dei parassiti. Anche metalli e solventi industriali possono inquinare notevolmente i corpi idrici. Questi, infatti, sono velenosi per molte forme di vita acquatica e possono rallentare il loro sviluppo, renderle non fertili e ucciderle.

8. Inquinamento macrobiologico

L’inquinamento delle acque può essere anche macrobiologico, non solo chimico o microbiologico. In alcune parti del mondo, le specie “aliene” – talvolta conosciute come specie invasive – sono un grosso problema. Si tratta di animali o piante provenienti da una regione che sono state introdotte in un diverso ecosistema al quale non appartengono. Al di fuori del loro ambiente normale, non hanno predatori naturali, per cui minacciano rapidamente gli animali o le piante che usualmente crescono lì.

9. Fuoriuscite di petrolio

Le fuoriuscite di petrolio hanno solitamente un effetto localizzato sulla fauna selvatica, ma possono diffondersi per chilometri. Il petrolio può causare la morte di molti pesci e bloccare le piume degli uccelli marini, causando loro la perdita della capacità di volare. Uccelli, tartarughe, mammiferi sono tra gli animali che di solito muoiono in questo tipo di incidenti – tra cui molti già presenti nell’elenco delle specie in pericolo – e molti muoiono successivamente per gli stress causati dall’inquinamento.

 

Riferimenti bibliografici



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