Come ridurre l’inquinamento luminoso

La luce che va verso il cielo non illumina il terreno, ovvero dove ci serve. Inoltre, l’illuminazione ridondante che si incontra in molti centri urbani provoca un disordine di luci che contribuiscono al bagliore di fondo, ai bagliori accecanti e allo sconfinamento luminoso, distruggendo l’ambiente notturno.

La riduzione dell’inquinamento luminoso implica dunque molte cose, come la riduzione del bagliore diffuso del cielo, la riduzione dei bagliori accecanti, la riduzione degli sconfinamenti della luce e la riduzione del caos luminoso. Il metodo per la migliore riduzione dell’inquinamento luminoso, quindi, dipende dalle caratteristiche specifiche del problema in un dato caso.

Le soluzioni possibili includono:

  • Utilizzare fonti di luce di intensità minima necessarie per realizzare lo scopo dell’illuminazione.
  • Spegnere le luci utilizzando un temporizzatore o un sensore di occupazione, oppure manualmente, quando non è necessario.
  • Migliorare i dispositivi di illuminazione, in modo che possano dirigere la loro luce in modo più preciso nella direzione in cui è necessario e con meno effetti collaterali.
  • Regolazione del tipo di luci utilizzate, in modo che le onde luminose emesse siano quelle meno probabili che causino gravi problemi di inquinamento luminoso.
  • Valutare i piani di illuminazione esistenti e riprogettare alcuni o tutti i piani a seconda che sia necessaria o meno la luce esistente.

Le lampadine al mercurio, ad alogenuri metallici e, soprattutto, la prima generazione di lampadine LED a luce azzurra sono molto più inquinanti delle lampadine al sodio: l’atmosfera terrestre, infatti, diffonde e trasmette la luce blu più che quella gialla o rossa. È un’esperienza comune osservare “bagliori” e “nebbia” intorno e sotto i lampioni di illuminazione stradale a LED non appena l’umidità dell’aria aumenta, mentre quelli con lampadine al sodio arancioni sono meno inclini a mostrare tale fenomeno.

Per quanto riguarda il miglioramento dell’illuminazione pubblica esistente, l’uso di portalampade che schermano totalmente la luce altrimenti diretta verso l’alto è la soluzione più economica, raccomandata dalla maggior parte degli esperti per la riduzione dell’inquinamento luminoso. È inoltre consigliabile che le luci siano distanziate in modo appropriato per la massima efficienza, e che il numero di lampioni utilizzati e la potenza di ciascuno corrispondano alle esigenze reali di illuminazione.

Un lampione completo di schermatura, se installato correttamente, riduce la possibilità che la luce vada sopra il piano orizzontale, che può talvolta illuminare un bersaglio designato, ma spesso non ha alcuno scopo. Quando entra nell’atmosfera, la luce contribuisce al bagliore del cielo. Alcuni governi e, in Italia, diversi Comuni stanno prendendo in considerazione, o hanno già adottato, dei portalampada completi di schermatura nei lampioni stradali e nell’illuminazione degli stadi.

La schermatura completa con opportuni riflettori appositamente progettati, oltre a ridurre gli effetti del bagliore, rende i lampioni più efficienti dal punto di vista dell’illuminazione, poiché la luce che sarebbe altrimenti fuggita nell’atmosfera può invece essere diretta verso il suolo. L’uso di dispositivi di schermatura può dunque consentire l’impiego di lampadine a più bassa potenza.

In ogni sistema di illuminazione pubblica (o comunque esterna), un certo bagliore del cielo risulta anche dalla luce riflessa dal suolo. Questa riflessione, tuttavia, può venire ridotta facendo attenzione a utilizzare solo la potenza più bassa necessaria per la lampada e impostando in modo appropriato le distanze tra le luci. Occorre, inoltre, assicurarsi che l’orientazione del portalampada sia superiore a 90° da superfici altamente riflettenti, in quanto ciò diminuisce la riflessione.

 

Riferimenti bibliografici:



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