Inquinamento luminoso: effetti sull’uomo

Sebbene l’inquinamento luminoso costituisca uno dei tipi di inquinamento meno noti al grande pubblico, tuttavia i suoi effetti sulla salute umana (e sugli ecosistemi animali) possono essere altrettanto seri quanto alcune delle forme più note di inquinamento presenti in Italia e nel mondo.

L’esposizione, di notte, alla luce artificiale alla notte può nuocere alla salute degli esseri umani in quanto essi si sono evoluti nei ritmi del ciclo naturale di luce-oscurità, costituito dalla successione del giorno e della notte. La diffusione dell’illuminazione artificiale significa che la maggior parte di noi non sperimenta più notti veramente buie, con conseguenze inattese sulla propria salute.

La ricerca scientifica, infatti, suggerisce che, di notte, la luce artificiale possa influire negativamente sulla salute umana, aumentando i rischi per l’obesità, la depressione, i disturbi del sonno, il diabete, il cancro al seno e altro ancora. Ma vediamo di capire meglio perché ciò accade.

Come la maggior parte della vita sulla Terra, gli esseri umani aderiscono ad un ritmo circadiano, il nostro cosiddetto “orologio biologico”, il cui studio è valso nel 2017 addirittura un premio Nobel per la Medicina, a sottolinearne l’importanza: si tratta di un andamento del ciclo sonno-veglia governato dal ciclo naturale diurno e notturno. La luce artificiale di notte può interrompere tale ciclo.

In risposta al ritmo circadiano, i nostri corpi producono l’ormone melatonina. La melatonina aiuta a mantenerci in buona salute. Ha proprietà antiossidanti, induce il sonno, aumenta il sistema immunitario, abbassa il colesterolo e aiuta il funzionamento della tiroide, del pancreas, delle ovaie, dei testicoli e delle ghiandole surrenali. L’esposizione notturna alla luce artificiale elimina la produzione di melatonina.

La produzione di melatonina diminuisce e pertanto la soppressione dell’immunità aumenta. La disgregazione del ritmo circadiano nell’uomo, l’incidenza di malattie croniche e le malattie sono in aumento come conseguenza diretta della crescente soppressione immunitaria. In particolare, l’esposizione prolungata alla luce artificiale di notte aumenta il rischio per alcuni tipi di cancro.

Queste scoperte sono sorprendenti e inattese, poiché la luce non sembra tossica in alcun modo che possa causare il cancro: non può rompere i legami chimici e danneggiare il DNA, e non è un ormone come l’estrogeno, che, in eccesso, può causare cambiamenti nel seno che possono portare al cancro. La luce è, per definizione, la parte visibile dello spettro elettromagnetico e quindi non include raggi X o addirittura radiazioni ultraviolette, che possono bruciare la pelle.

La differenza è che gli effetti dell’esposizione alla luce sulla salute umana dipendono essenzialmente dalla sincronizzazione: durante il giorno, il nostro corpo si aspetta luce, mentre durante la notte si aspetta buio. Nel corso di milioni di anni, infatti, la nostra specie si è evoluta con un ciclo giornaliero di circa 12 ore di luminosità (quella fornita dal sole) e circa 12 ore di buio. L’illuminazione elettrica sta facendo saltare questo ciclo naturale, finendo per “mimare” gli effetti di una sostanza tossica.

Non tutta la luce artificiale è uguale in tal senso. L’esposizione, durante la notte, alla luce blu è particolarmente dannosa. Purtroppo, la maggior parte delle lampade a LED utilizzate per l’illuminazione esterna – così come gli schermi di computer, televisori e altri display elettronici – creano abbondanti quantità di luce blu, con effetti negativi sulla salute delle persone.

Un rapporto del 2016 dell’American Medical Association ha espresso preoccupazione per l’esposizione alla luce blu dell’illuminazione esterna e raccomanda di schermare tutti i dispositivi di illuminazione e di usare (sia per l’illuminazione pubblica che in casa) solo lampade con una “temperatura di colore” di 3000 K o inferiore, per ridurre al minimo i danni provenienti dalla luce blu.

Secondo gli esperti, dunque, se la luce blu ha – come sembra emergere dalla ricerca – effetti negativi per la salute, allora le preoccupazioni ambientali e la ricerca di un’illuminazione a basso consumo energetico con le lampadine a LED ma anche con le lampadine fluorescenti compatte – che tendono tutte a produrre più luce blu – potrebbero essere in contrasto con la salute personale.

Pertanto, quando si acquista una lampadina a LED o fluorescente compatta, occorre guardare le informazioni sulla temperatura di colore fornite sulla confezione. Utilizzate fonti di luce a bassa temperatura di colore (in pratica, bianco caldo da 3000 K o meno) per l’illuminazione interna ed esterna. La loro luce è meno dura e meno dannosa per la salute umana e per l’ambiente.

La temperatura di colore dei vari tipi di lampade e lampadine.

Per quanto riguarda, infine, gli schermi di computer e altri dispositivi elettronici, è possibile scaricare un’applicazione per la temperatura del colore che adatta lo schermo o display elettronico all’ora della giornata: in pratica, luce fredda durante il giorno e luce calda di notte. Tuttavia, gli schermi ed i display a led pongono anche altri rischi per la salute, illustrati in un articolo a parte.

 

Riferimenti bibliografici:

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