Normativa inquinamento luminoso: come va fatta

Anche considerando solo gli effetti sulla visibilità del cielo notturno, la situazione dell’inquinamento luminoso è particolarmente preoccupante, in particolare nel nostro Paese, che insieme alla Corea del Sud ha il peggiore inquinamento luminoso fra i Paesi del G20, e che in particolare nella Pianura Padana vede l’inquinamento luminoso influenzare – esarcebandolo – l’inquinamento dell’aria, che a sua volta si ripercuote su quello luminoso, in un ciclo perverso che danneggia ambiente e salute.

Appare dunque chiaro che uno sforzo legislativo sia indispensabile per dirigere i progressi e lo sviluppo dell’illuminazione esterna in una direzione virtuosa e rispettosa dell’ambiente e della salute, oltre che del risparmio energetico. Tale sforzo legislativo deve essere in grado di promuovere un cambiamento delle abitudini di illuminazione ed è richiesto con urgenza, perché l’inquinamento luminoso cresce in modo esponenziale, con tassi di crescita che in alcune zone superano il 7% l’anno!

Purtroppo, in Italia non esiste una legge nazionale che regolamenti la prevenzione dell’inquinamento luminoso: soltanto alcune singole regioni e la provincia autonoma di Trento hanno promulgato dei testi normativi in materia, e non sempre la normativa adottata è abbastanza stringente da renderla efficace. Perciò, è importante mobilitarsi affinché i politici e gli stakeholder della propria Provincia e Regione siano informati del problema e si adoperino per la sua soluzione e prevenzione.

Le migliori leggi contro l’inquinamento luminoso attualmente in vigore in alcune regioni italiane (ad esempio Lombardia, Emilia-Romagna, Marche) hanno intrapreso una strada “morbida”, probabilmente troppo morbida. Hanno scelto di non mettere alcun limite all’installazione dei sistemi di illuminazione. Tranne poche eccezioni, ognuno è libero di illuminare tutto ciò che vuole.

Se è consentita una libertà così ampia – ma allo stesso tempo è richiesta una legge ragionevolmente efficace per limitare l’inquinamento luminoso – deve essere necessario seguire almeno alcune regole fondamentali quando si progetta e si installano un sistema di illuminazione, e queste regole devono essere stringenti e perfettamente (oltre che semplicemente) normate. Qualsiasi tentativo di lasciare ulteriore libertà anche sulle regole, ha come risultato una legge inefficace.

La basi di una protezione efficace dall’inquinamento luminoso sono le seguenti: (1) la minimizzazione delle emissioni di luce diretta all’orizzonte dagli apparecchi di illuminazione, ottenuta con una corretta scelta degli apparecchi stessi e un adeguato design dell’illuminazione; (2) la limitazione al minimo necessario delle emissioni di luce riflesse dalle superfici illuminate, evitando l’eccessiva illuminazione e contenendo al massimo la presenza di luce fuori dall’area da illuminare.

Un utile software – gratuito ma di alto livello – per l’analisi degli impianti di illuminazione stradale e per la valutazione dell’impatto ambientale da inquinamento luminoso è RoadPollution, sviluppato dal Dr. Pierantonio Cinzano. Lo potete scaricare gratuitamente da Internet (v. bibliografia in fondo alla pagina).

Riprendiamo dal sito “Save the night” le disposizioni da adottare in una legislazione efficace contro l’inquinamento luminoso. Sono elencate solo le misure tecniche alle quali non si può rinunciare e solo quelle già applicate e “sperimentate” da qualche parte. Devono quindi essere parte di una legge e non rinviare ai successivi Regolamenti od ai piani, perché dovrebbero essere più forti per vincere le resistenze della parte più conservativa di coloro che inquinano di luce i nostri cieli.

Ecco dunque le disposizioni da adottare in una legislazione efficace :

  • Le disposizioni dovrebbero essere applicate in tutto il territorio, senza suddivisioni inefficaci in “aree protette” o aree urbane poco definite, perché l’inquinamento luminoso si propaga molto lontano dalle fonti.
  • Le disposizioni devono essere chiaramente applicate a qualsiasi installazione di illuminazione NUOVA, sia pubblica che privata.
  • L’inquinamento luminoso dovuto alla riflessione da superfici illuminate dovrebbe essere limitato proibendo l’eccessiva illuminazione e applicando l’uso dei riduttori di flusso al momento giusto o l’arresto, quando possibile. Se esiste una regola standard per la sicurezza, la luminanza o l’illuminazione media, non si dovrebbe superare il relativo valore minimo richiesto (ad esempio, per strada, nelle aree pedonali, nelle aree di lavoro). Per altri tipi di illuminazione deve essere consentita una luminanza massima di 1 cd/mq (ad esempio, nell’illuminazione degli edifici).
  • La limitazione dell’emissione diretta verso l’alto prodotta da apparecchi illuminanti in qualsiasi direzione al di sopra dell’orizzonte dovrebbe essere ottenuta utilizzando un parametro in funzione della direzione della luce e non del flusso luminoso integrato. Un buon parametro è l’intensità luminosa per unità di flusso emessa dall’installazione, in cd/klm. Le emissioni di luce a piccoli angoli al di sopra dell’orizzonte (i primi 45 gradi) dovrebbero essere limitate con molta attenzione perché sono le più efficaci nel produrre gli effetti negativi dell’inquinamento luminoso.
  • L’emissione diretta delle luci di apparecchi illuminanti dovrebbe essere limitata a 0 cd per 1000 lumen di flusso emesso dall’apparecchio in qualsiasi direzione al di sopra dell’orizzonte (angolo gamma pari o superiore a 90 gradi) per quasi tutte le installazioni di illuminazione. In pratica è consentita una tolleranza di 0,49 cd/klm, perché il limite è dato come un numero intero e quindi le misure possono essere approssimate all’intero più vicino.
  • L’edificio ed i monumenti dovrebbero essere illuminati dall’alto verso il basso, con gli stessi limiti sopra indicati per le emissioni di illuminazione verso l’alto, tranne nei casi di impossibilità dimostrata (in questo caso dovrebbe essere consentito illuminare dal fondo, ma il confine dei raggi di luce dovrebbe rimanere all’interno dei confini della superficie illuminata).
  • Le installazioni di illuminazione per grandi aree dovrebbero adeguarsi agli stessi limiti di cui sopra (illustrati nel punto 5 del presente elenco).
  • Utilizzare solo lampade con maggiore efficienza disponibile per l’uso richiesto. Esse fanno risparmiare energia e producono meno inquinamento luminoso al di fuori della banda fotopica e all’interno della banda scotopica.
  • I fasci luminosi diretti verso l’alto, i fari ed i segnali luminosi o simili dovrebbero essere proibiti, anche perché distolgono i conducenti automobilistici e compromettono la sicurezza stradale.
  • Le sanzioni per le installazioni non conformi devono essere proporzionali al numero di apparecchi.
  • Occorre adattare gli impianti esistenti che producono enormi quantità di inquinamento luminoso o appartenenti alle categorie più inquinanti.
  • Il fatto che l’illuminazione sia progettata da un illuminotecnico professionista dovrebbe essere reso obbligatorio per qualsiasi installazione di illuminazione (tranne le installazioni a bassa potenza con meno di 5 apparecchi illuminanti). Dovrebbe essere inoltre completata con un rapporto che dimostri la conformità numerica a queste regole.

 

Riferimenti bibliografici:



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