Inquinamento acustico: gli effetti sull’uomo

Gli effetti dell’inquinamento acustico sulla salute dell’uomo sono rappresentati dalle conseguenze sanitarie dell’esposizione costante di un individuo a dei livelli sonori elevati, e dalle conseguenze psicologiche (stress, fastidio, traumi, etc.) associate alla qualità del suono e/o alla sua fonte.

Ad esempio, un forte rumore sul posto di lavoro oppure un rumore ambientale elevato possono causare negli esseri umani problemi sanitari di udito, ipertensione, malattie cardiache ischemiche e disturbi del sonno, al di là dello stress e delle conseguenze psicologiche della cosa. Anche cambiamenti nel sistema immunitario e difetti alla nascita sono stati attribuiti all’esposizione al rumore.

Sebbene alcuni modificazioni dell’udito possano verificarsi naturalmente con l’età, tuttavia in molte nazioni sviluppate l’impatto cumulativo del rumore è sufficiente a compromettere l’udito di una grande frazione della popolazione nel corso di una vita. L’esposizione a rumori è stata riconosciuta anche indurre tinnito, ipertensione, vasocostrizione e altri effetti avversi cardiovascolari, come vedremo.

I livelli sonori elevati causano traumi alla struttura della coclea nell’orecchio interno, il che provoca perdite uditive irreversibili. Un suono molto forte in una determinata area di frequenza può danneggiare le cellule dei peli della coclea che rispondono a tale intervallo, riducendo così la capacità dell’orecchio di ascoltare quelle frequenze in futuro. Tuttavia, il rumore forte – in qualsiasi gamma di frequenze esso venga emesso – ha effetti deleteri sull’intera gamma di frequenze dell’udito umano.

Infatti, l’orecchio esterno (cioè la porzione visibile dell’orecchio umano), combinato con l’orecchio medio, amplifica i livelli sonori di un fattore di 20 quando il suono raggiunge l’orecchio interno. Perciò, gli uomini più anziani esposti a rumori significativi nell’ambito della loro professione dimostrano una sensibilità all’udito notevolmente ridotta rispetto ai coetanei non esposti, anche se le differenze nella sensibilità uditiva diminuiscono con il tempo, fino a diventare indistinguibili a 79 anni.

Inoltre, il rumore è stato associato a importanti problemi di salute cardiovascolare. Nel 1999, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha concluso che le prove disponibili suggerivano una debole correlazione tra l’esposizione al rumore a lungo termine superiore a 67-70 dB e l’ipertensione. Studi più recenti hanno suggerito che anche livelli di rumore di 50 dB di notte possono aumentare il rischio di infarto miocardico, aumentando in maniera cronica la produzione di cortisolo.

La corrispondenza fra alcuni suoni comuni ed il livello di rumore in decibel.

I livelli abbastanza tipici del rumore stradale sono sufficienti a limitare il flusso sanguigno arterioso ed a portare ad una pressione arteriosa elevata; in questo caso, sembra che una certa frazione della popolazione sia più suscettibile alla vasocostrizione. Ciò può derivare dal fatto che il fastidio del rumore provoca elevati livelli di adrenalina, i quali a loro volta innescano un restringimento dei vasi sanguigni (vasocostrizione) o, indipendentemente, come conseguenza delle reazioni di stress.

Altri effetti di un alto livello di rumore sono una maggiore frequenza di mal di testa, stanchezza, ulcere allo stomaco e vertigini. Oltre a ciò, dei livelli di rumore elevati possono creare stress, aumentare i tassi di incidenti sul posto di lavoro e stimolare l’aggressività e altri comportamenti antisociali. Le cause più significative di ciò sono il rumore dei veicoli e degli aerei, l’esposizione prolungata a musica forte non desiderata e il rumore industriale o di grandi pale eoliche o impianti industriali.

Una notevole fonte di stress che merita di essere considerata a parte è costituita dai rumori dei vicini, dato che almeno un terzo degli italiani sono stati disturbati occasionalmente dagli abitanti delle case vicine negli ultimi due anni, e per circa il 10% degli italiani ciò è un accadimento regolare. In molti casi, tali rumori hanno impedito loro di dormire o hanno provocato stress per il disturbo continuo. In rari casi, i rumori dei vicini possono rendere la vita (e il godersi la propria casa) impossibile.

Dato che alcuni effetti stressanti dipendono dalle qualità del suono – al di là del suo valore assoluto in decibel – può essere necessario considerare il fastidio associato al rumore in relazione agli effetti sulla salute. Ad esempio, i rumori provenienti da aeroporti od i rumori impulsivi improvvisi sono tipicamente percepiti come più fastidiosi rispetto ad i rumori del traffico di pari volume. La paura della fonte di rumore e la sensibilità al rumore influiscono fortemente sul “fastidio” di un rumore.

Altri fattori che influenzano il “livello di disturbo” del suono comprendono credenze sull’importanza della fonte di rumore, e fastidio per la causa del rumore, insomma fattori vari non correlati al rumore in sé. In un ambiente di ufficio, ad es., udire le conversazioni telefoniche e le discussioni tra i colleghi è considerato irritante a seconda del contenuto delle conversazioni e pure della qualità dei rapporti interpersonali sul posto di lavoro, nonché del livello di stress generato dal lavoro stesso.

Vi possono essere anche conseguenze psicologiche del rumore. I petardi possono non solo sconvolgere animali domestici e selvatici, ma anche traumatizzare degli individui. Le persone più di frequente traumatizzate sono quelle esposte al rumore in occasione di conflitti militari, ma spesso gruppi di persone esposte a forti rumori (ad es. di impianti industriali, pale eoliche, etc.) possono innescare denunce e altri comportamenti di protesta. I neonati, poi, sono facilmente sorpresi dai rumori.

 

Riferimenti bibliografici:



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