Misuratori della qualità del cielo: lo Sky Quality Meter

Il cosiddetto “Misuratore della qualità del cielo” (Sky Quality Meter, o SQM) è un misuratore palmare a basso costo della Unihedron, progettato dal Dr. Doug Welch e da Anthony Tekatch. Esso serve per misurare la luminosità del cielo per gli astronomi: infatti, misura la luminosità del cielo notturno in magnitudini per arcosecondo quadrato, che è l’unità di misura usata anche dagli astrofili.

Lo Sky Quality Meter misura quanto una determinata notte – o, più in generale, il sito in questione – è veramente buono. Inoltre, permette di confrontare quantitativamente la luminosità del cielo in diversi siti, e di documentare l’evoluzione dell’inquinamento luminoso nella propria zona, monitorando la luminosità del cielo attraverso la notte, da notte a notte e da anno a anno.

Il Misuratore della qualità del cielo, inoltre, permette: di calibrare l’effetto della luminosità del cielo su misure qualitative, come quelle fornite dalla Scala di Bortle; di indagare come la luminosità del cielo sia correlata al ciclo solare e all’attività solare da mese a mese; di correlare le letture fornite dallo strumento con quelle di una camera CCD applicata a un telescopio; di impostare l’illuminazione ideale della cupola in cui il telescopio è alloggiato; di scegliere le notti di osservazione migliori, etc.

Lo Sky Quality Meter Reader (o SQM Reader), invece, è un software gratuito – scaricabile liberamente dal sito Knightware – che legge e visualizza i dati forniti dal Misuratore della qualità del cielo della Unihedron appena illustrato utilizzando la connessione Ethernet, la porta USB o la porta seriale del computer. Nella versione “Pro”, il software aggiunge grafici, calcoli statistici, capacità di memorizzazione e trasferimento dati in estensione al set di funzionalità della versione di base.

L’introduzione del Misuratore della qualità del cielo ha portato alla nascita di un gran numero di stazioni di monitoraggio permanenti e collegate online del bagliore del cielo notturno. Allo stesso tempo, alcuni individui e gruppi – soprattutto di astrofili, fra i più danneggiati dall’inquinamento luminoso – hanno sviluppato i propri dispositivi non commerciali per misurare il bagliore del cielo.

Sebbene questi sviluppi siano notizie eccellenti per coloro che sono interessati a monitorare l’inquinamento luminoso, non esiste ancora un standard comune per la registrazione delle misurazioni da questi dispositivi. Ciò ha ostacolato notevolmente gli sforzi per confrontare le misurazioni da località diverse e sviluppare dei database contenenti le misurazioni a lungo termine provenienti da tutto il mondo.

Nel 2012, un gruppo di ricercatori di inquinamento luminoso ha definito una proposta per un nuovo formato standard da utilizzare per la registrazione delle misure del bagliore del cielo notturno. L’obiettivo della standardizzazione è rendere più facile la comparazione delle misurazioni future, indipendentemente dal fatto che le misure siano state effettuate usando rivelatori oggi disponibili o nuovi rilevatori.

Per questa ragione, la comunità ha progettato un formato che preveda in anticipo le esigenze di potenziali dispositivi futuri (ad esempio, più canali con diversi filtri o angoli di apertura), ma senza rendere il formato così aperto da non essere effettivamente utile. Quattro mesi dopo, il nuovo standard è stato ufficialmente adottato nel 12° Simposio europeo per la protezione del cielo notturno.

Il formato è stato approvato dalla Unihedron (i creatori dello Sky Quality Meter) e dai creatori del programma SQM Reader. Entrambe le aziende si sono impegnate a rilasciare nuove versioni del codice di lettura conforme allo standard adottato. Il formato in questione è spiegato in dettaglio in un lungo documento tecnico che potete scaricare da qui.

 

Riferimenti bibliografici:



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