5G, perché “può causare la nostra estinzione in 6 anni”

“Non c’è stato un solo vero test di sicurezza biologico sul 5G. Ciò è totalmente folle”. Non lo dice il primo che passa, ma uno dei massimi esperti mondiali su tale argomento, il quale peraltro non è una voce isolata, essendo già centinaia gli scienziati di tutto il mondo che hanno firmato un appello ai Governi per fermare subito l’implementazione della rete 5G, o quanto meno di sospenderla in attesa di studi seri sugli effetti del 5G, fatti peraltro con sorgenti di radiazioni reali, non simulate (v. la differenza qui).

In Italia, richieste analoghe sono venute da vari esperti indipendenti: ad es. dalla dott.ssa Fiorella Belpoggi (biologa, capo dell’Area ricerca dell’Istituto Ramazzini); dal dott. Fiorenzo Marinelli (genetista, con alle spalle una carriera di ricercatore sugli effetti delle radiazioni e.m. presso l’Istituto di Genetica di Molecolare del CNR); dal prof. Livio Giuliani (già Dirigente di Ricerca dell’Unità Radiazioni dell’ISPESL); dal prof. Angelo Gino Levis, gia prof. ordinario di Mutagenesi Ambientale all’Università di Padova.

Ma la notizia più allarmante è che qualsiasi scienziato di spicco indipendente – cioè non legato a lobby, corporazioni, etc. – e che abbia studiato “sul campo” gli effetti biologici e/o sanitari dei campi elettromagnetici (dal prof. Olle Johansson alla dott.ssa Devra Davies, da Magda Havas a Martin Blank, solo per nominarne alcuni) è che tutti sono d’accordo su una cosa: nell’osservare che, con l’intensità e la pervasività del segnale legato alla rete 5G, è in gioco il futuro della razza umana.

Perché il 5G mette a rischio l’esistenza della razza umana

Il dott. Martin Pall è un biochimico e ricercatore di fama mondiale che, grazie alle sue ricerche sugli effetti biologici delle radiazioni elettromagnetiche – ha identificato un importante meccanismo che lega le microonde e importanti malattie – è diventato il massimo esponente degli scienziati che condannano duramente la proliferazione delle radiazioni nella regione delle microonde (telefonia mobile, Wi-Fi, etc.) presenti oggi nelle nostre vite e, soprattutto, mette in guardia dai rischi collegati al 5G.

Il prof. Martin Pall, un esperto di fama mondiale dei temi qui trattati.

Se il 5G dovesse essere realizzato esattamente come è stato concepito dalle lobby e dalle compagnie telefoniche, nel giro di 5 o 7 anni dal lancio ci potrebbe essere l’estinzione dell’umanità”, ha dichiarato Pall. “Con il 5G non soltanto si modificheranno i genomi umani, ma in conseguenza di ciò l’umanità rischierà di estinguersi” – nel senso che potrebbe di fatto perdere la capacità di riprodursi ad un tasso minimo sufficiente, e quindi di perpetuarsi, già nel giro di soli 5 o 7 anni – ed è comunque prevedibile un “disastro sanitario ed ecologico assolutamente mondiale”, come Pall ha raccontato in varie interviste rilasciate a televisioni americane.

Infatti, come sarà più chiaro nel seguito di questo articolo, “il danno al DNA che è noto essere prodotto dai campi elettromagnetici si verifica anche nello sperma umano e può verificarsi pure negli ovuli umani, portando a un notevole aumento delle mutazioni in tutti i bambini nati. Si ritiene che un aumento della frequenza di mutazione di 2,5-3 volte porterà all’estinzione a causa dell’accumulo di un gran numero di mutazioni dannose. Potremmo addirittura aver già ora superato questo livello”.

“Ulteriori aumenti delle esposizioni”, osserva Pall, “saranno più rapidamente autodistruttivi”. E questi sarebbero inevitabili con il 5G, una tecnologia “a rete di reti” che nella sua concezione a livello internazionale comporta, una volta a regime: (1) livelli localizzati di radiazioni finanche 100 volte (o più) maggiori rispetto ai livelli prodotti dal 2G-3G-4G; (2) radiazioni assai più energetiche a causa di alcune frequenze usate dalla rete a regime, circa 10 volte più elevate di quelle attuali; (3) protratte nel tempo (h24); e (4) praticamente ubiquitarie (a causa dell’irradiazione ravvicinata da pali e antenne collocate ogni poche decine di metri, integrate in seguito da migliaia di satelliti).

Ma, come Pall ha sottolineato in una recente intervista a Russia Today, “il 5G è una minaccia molto peggiore rispetto alle generazioni precedenti (2G-3G-4G) non tanto per la maggiore intensità delle radiazioni, bensì per le frequenze utilizzate (corrispondenti, in gran parte, alle onde millimetriche, ovvero alla stessa regione usata dai radar, ndr) e per il livello degli impulsi. Vi è infatti un’ampia letteratura scientifica che dimostra come i campi elettromagnetici a impulsi siano biologicamente molto più attivi di quelli non a impulsi”.

Nella sua carriera, Pall ha collegato i campi elettromagnetici al sovraccarico di calcio nelle cellule umane, che è stato ampiamente osservato essere il fondamento di tutte le malattie manifestatesi in migliaia di test effettuati. Come professore emerito di Biochimica e Scienze Mediche di Base presso la Washington State University, ora è in pensione e ha la possibilità di parlare di tali questioni senza paura di censura corporativa o mediatica, cosa che non si può dire per la maggior parte degli altri scienziati.

Il mondo ha bisogno di ascoltare critici esperti ma al tempo stesso indipendenti come il dott. Pall (un top scientist), che arrivano molto più vicino degli altri a raccontare la verità. A ciò si aggiungono le sue decine di articoli scientifici sottoposti a peer review che sono stati ignorati dall’industria, ma che indicano chiaramente i danni causati dalle radiazioni a microonde agli esseri umani. Gli effetti sono ancora maggiori – e particolarmente gravi – sui bambini, specialmente sulla funzione mentale.

Infatti “la radiazione cambia la struttura del cervello, e vi è un collegamento con le attuali ‘epidemie’ di ADHD e di autismo”, spiega Pall, “perché quando una cellula umana è esposta a campi elettromagnetici, si verifica una reazione istantanea. La membrana intorno alla cellula viene eccitata, il che lascia troppo calcio nella cellula; ciò porta allo stress ossidativo, che a sua volta porta a una proliferazione di radicali liberi, che – come noto – sono i precursori di molte gravi malattie, a cominciare dal cancro”.

Numerosi effetti dei campi elettromagnetici, poi, sono cumulativi e irreversibili. Fra questi, come illustra Pall, “vi sono gli effetti non termici cardiaci. Essi includono tachicardia istantanea e aritmie, che specialmente quando sono accompagnate da bradicardia sono spesso associate a morte cardiaca improvvisa. E noi stiamo avendo un’epidemia di atleti giovani, apparentemente sani, che muoiono nel bel mezzo di una competizione sportiva per evidente morte cardiaca improvvisa”.

Inoltre, come osserva Pall, “i campi elettromagnetici provocano una diminuzione della fertilità maschile e di quella femminile. Il numero di spermatozoi umani è già sceso al di sotto del 60% di quello che prima era considerato normale – ed i tassi riproduttivi sono scesi sotto i livelli di sostituzione – in ogni Paese tecnologicamente avanzato del mondo: UE, USA, Canada, Giappone, etc. La media di riproduzione in questi Paesi è circa il 73% dei livelli di sostituzione, in base ai dati 2015 o 2016”.

L’impressionante calo del numero di spermatozoi nei maschi occidentali negli ultimi anni. Continuando così, riproduzione e sesso saranno sempre più a rischio. (fonte: New Scientist)

E continua: “Gli studi sulla riproduzione dei topolini hanno dimostrato che l’esposizione ai campi elettromagnetici nelle radiofrequenze / microonde, a dosi ben all’interno della nostre attuali linee guida di sicurezza, producono sostanziali diminuzioni dose-dipendenti nel tasso di riproduzione entro la prima generazione di cucciolate; un’ulteriore esposizione produce una sterilità completa (o quasi) dose-dipendente, che – cosa ancor peggiore – si è scoperto essere in gran parte irreversibile”.

Perciò, Pall dice “quando abbiamo una tecnologia che è universalmente presente in questi paesi tecnologicamente avanzati, che conosciamo gli impatti sulla riproduzione umana e animale, e la riproduzione della nostra specie è già scesa ben al di sotto dei livelli di sostituzione, e potremmo trovarci di fronte a una catastrofica e declino irreversibile della riproduzione, ci sono piani – come la rete 5G – per esporci ancora oltre, non pensi che dovremmo prendere atto di quanto ci dice la scienza?”.

Ma le conseguenze prevedibili del 5G non riguardano solo quelle cancerogene (sul cervello, sulle ghiandole salivari, sul nervo acustico), cardiache, sul sistema riproduttivo (diminuzione della fertilità maschile e femminile, aumento di aborti spontanei, abbassamento di ormoni come estrogeni, progesterone e testosterone, abbassamento della libido) e quelle sul genoma (rottura al filamento singolo del DNA, rottura del filamento doppio, ossidazione delle basi del DNA), che sono ovviamente i più temibili.

Infatti, più avanti in questo articolo vedremo ben 15 effetti biologici dimostrati in letteratura connessi ai campi elettromagnetici in generale, ed a quelli nella regione delle microonde in particolare. Inoltre, sottolinea Pall “gli studi della letteratura scientifica primaria che dimostrano i ruoli di pulsazione, frequenza, polarizzazione, tipo di cellula e di ‘finestre di intensità’ nel determinare gli effetti biologici dipendono interamente dal fatto di avere come sorgenti dispositivi reali, non simulati”.

Evidentemente, nessuno di questi studi avrebbe potuto essere svolto senza avere un effetto reale da studiare. Oggi la IARC e le Agenzie sanitarie nazionali non accettano questo tipi di studi che hanno una coerenza che sfiora il 100%, ma accettano solo gli studi su sorgenti simulate, che hanno una coerenza del 50% e scientificamente non dimostrano nulla: si legga, su questo fondamentale argomento, il nostro articolo L’importanza degli studi sui campi elettromagnetici con sorgenti reali).

Gli studi sugli effetti biologici dell’esposizione a sorgenti reali di campi elettromagnetici, nonostante siano coerenti fra loro quasi al 100% e in accordo con gli studi epidemiologici e di laboratorio che hanno trovato una chiara associazione fra uso del telefonino e tumori al cervello, non vengono accettati dalla IARC e dalle Agenzie sanitarie. Ciò è un’evidente assurdità sia dal punto di vista logico sia sul piano scientifico. (da Panagopoulos et al., 2015)

Come se non bastasse, Pall spiega che “esistono ‘finestre di intensità’ che producono i massimi effetti biologici, tali che entrambe le intensità inferiori e superiori producono un effetto molto inferiore. Gli studi sull’effetto finestra mostrano chiaramente che le curve dose-risposta sono non lineari e non monotone, per cui è difficile o impossibile prevedere gli effetti in base alla sola intensità relativa, anche quando tutti gli altri fattori sono gli stessi. Ciò è del tutto ignorato da ICNIRP, SCENIHR, FCC, FDA, IARC, etc.”.

“L’industria poi ha affermato”, spiega Pall, “che gli effetti dei campi elettromagnetici alle frequenze più convenzionali delle microonde sono limitati a 1 cm di profondità nel corpo. Sappiamo che ciò è falso, a causa degli effetti profondi nel cervello umano, sul cuore e sui sistemi ormonali. Ora, ciò che l’industria delle telecomunicazioni sostiene è che le onde millimetriche del 5G saranno per lo più assorbite nei 2 mm esterni del corpo, per cui – affermano – non dobbiamo preoccuparci degli effetti”.

“Ma sapete perché il 5G ha bisogno di un numero così elevato di antenne?” chiede Pall. “È perché la radiazione 5G, che lavora a frequenze molto alte, è molto più assorbita dai vari materiali. Tale assorbimento di solito comporta l’interazione con gruppi carichi elettricamente presenti nelle cellule; sembra altamente probabilmente, quindi, che la radiazione 5G sarà particolarmente attiva biologicamente”. Inoltre, l’energia della radiazione è proporzionale alla sua frequenza, a parità di altri fattori.

“Ma soprattutto”, sottolinea Pall, “le componenti magnetiche dei campi elettromagnetici sono note da decenni penetrare molto più profondamente di quanto non facciano le componenti elettriche. I campi magnetici muovono i gruppi di cariche elettriche dissolte nelle fasi acquose, rigenerando campi elettrici che sono essenzialmente identici ai campi elettrici dei campi elettromagnetici originali, che trasportano lo stesso frequenza e lo stesso modello di pulsazione, sebbene con intensità inferiore”.

“In ogni caso”, osserva ancora Pall, “questi effetti di superficie del 5G avranno un impatto ecologicamente catastrofico sugli organismi viventi con rapporti più elevati tra superficie e volume. In particolare, prevedo che molti organismi saranno ancora più colpiti di noi. Essi includono insetti e altri artropodi, uccelli e piccoli mammiferi e anfibi; ma includono anche piante e persino alberi di grandi dimensioni, perché gli alberi hanno foglie e organi riproduttivi che sono altamente esposti”.

Per chi volesse saperne di più, Martin Pall ha illustrato in dettaglio tutte queste cose in un libro gratuito, scaricabile in forma elettronica da Internet, il cui titolo è: “5G: Great risk for EU, U.S. and International Health! Compelling Evidence for Eight Distinct Types of Great Harm Caused by Electromagnetic Field (EMF) Exposures and the Mechanism that Causes Them”. Si tratta di un documento, particolarmente curato e informativo, sugli effetti del 5G e sulla corruzione della scienza internazionale.

La prima pagina dell’e-book gratuito scritto da Martin Pall, di cui nel presente articolo abbiamo riportato vari estratti. 

Il documento del prof. Pall rappresenta una base fondamentale per richiedere la messa al bando dello sviluppo della tecnologia 5G in quanto ci sono sufficienti evidenze di un rischio per concludere che si tratta di frequenze non sicure per la salute umana e per l’ambiente. Il documento in questione è stato, nella sua forma originale, inviato da Pall a molte delle autorità dell’Unione Europea, in concomitanza con altri documenti inviati alle stesse persone da un gruppo di scienziati europei.

Pall sottolinea che “l’unico modo per eseguire test di sicurezza sul 5G è fare un autentico test di sicurezza biologica. Ho pubblicato come ciò possa essere fatto in modo relativamente facile a costi relativamente bassi in confronto con quelli dei giganteschi rischi che verranno presi se non riusciamo a fare quei test. Essi, devono essere effettuati da organizzazioni completamente indipendenti dall’industria, e che lasciano fuori ICNIRP, SCENIHR e molte altre organizzazioni” (in Italia si è offerto il Ramazzini, ndr).

Pall poi chiede il ricorso al Principio di Precauzione previsto dall’Unione Europea: secondo la Commissione Europea, infatti, il principio di precauzione può essere invocato quando un fenomeno, prodotto o processo può avere un effetto pericoloso, identificato da una valutazione scientifica e obiettiva, se questa valutazione non consente di determinare il rischio con sufficiente certezza. Ma la stessa UE risponde come interrompere la distribuzione dei prodotti 5G appaia una misura troppo drastica.

“Il principio di precauzione”, spiega Pall, “può essere invocato solo quando sono soddisfatte le tre condizioni preliminari: identificazione di effetti potenzialmente avversi; valutazione dei dati scientifici disponibili; la portata dell’incertezza scientifica. È dunque proprio il caso del 5G. Sappiamo infatti che esiste una vasta letteratura che fornisce un alto livello di certezza scientifica per ognuno dei 15 tipi di effetti fisiopatologici causati dall’esposizione a campi elettromagnetici non termici”.

Pall poi osserva: “La domanda ora è: che dire del 5G? Qui abbiamo forti sospetti di un rischio ben più grave rispetto a oggi ma non abbiamo test di sicurezza biologica della reale radiazione 5G. Pertanto, non abbiamo analisi del rischio o di gestione del rischio perché non abbiamo alcuna valutazione del rischio 5G. Ma non è prematura la richiesta di applicazione del Principio di Precauzione, bensì il fatto che la Commissione Europea affermi di aver effettuato l’analisi dei rischi e la valutazione dei rischi richiesti”.

Come dichiarato di recente da una preoccupata esperta italiana, la biologa Fiorella Belpoggi, “l’industria chimica e quella delle automobili non possono mettere sul mercato un prodotto senza aver prima fatto degli studi su se ci siano degli effetti sulla salute; a quella della telefonia mobile ciò non è mai stato chiesto. Invece dovrebbe esservi obbligata”.

In una recente intervista rilasciata a un’emittente americana, Pall spiega che “anche se molti di noi usano il telefono frequentemente, ciò è pericoloso. Solo di recente la scienza ha capito come le onde invisibili costituite dalle radiazioni emesse dai dispositivi wireless abbiano un effetto biologico. Quindi siamo di fronte a una crisi di salute pubblica, la peggiore di cui abbia mai sentito parlare”. Ma ancor più chiare e importanti sono, a riguardo, le sue parole rivolte ufficialmente ai legislatori della California. Leggiamole con attenzione.

L’appello pubblico di Pall ai legislatori della California

Cari legislatori della California,

Sono il dott. Martin Pall, professore emerito di Biochimica e Scienze Mediche di Base alla Washington State University. Sono uno scienziato con pubblicazioni scientifiche ampiamente citate sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici e parlo a livello internazionale su questo argomento. Sono particolarmente esperto nel modo in cui le radiazioni wireless impattano i sistemi elettrici nei nostri corpi. Ho ricevuto il mio dottorato di ricerca presso il Caltech, una delle migliori istituzioni scientifiche al mondo.

Ho pubblicato sette studi che dimostrano l’esistenza di una squisita sensibilità ai campi elettromagnetici nel sensore di tensione presente in ogni cellula, in modo tale che la forza che colpisce le nostre cellule sul sensore di tensione ha un impatto enorme sulla biologia delle cellule che compongono i nostri corpi. Questi documenti sono discussi in oltre 360.000 siti web che possono essere facilmente trovati con una ricerca su Google (usando come chiave di ricerca “Martin Pall electromagnetic”).

I campi elettromagnetici agiscono attivando i canali nella membrana che circonda ciascuna delle nostre cellule, chiamati “canali di calcio tensione-dipendenti” (VGCC). I campi elettromagnetici applicano delle forze sul sensore di tensione che controlla i VGCC circa 7,2 milioni di volte superiori alle forze presenti su altri gruppi elettricamente carichi presenti nelle nostre cellule. Questo è il motivo per cui deboli campi elettromagnetici hanno effetti biologici così grandi sulle cellule dei nostri corpi!

I campi elettromagnetici funzionano in questo modo non solo sulle diverse cellule animali e umane, ma anche sulle cellule vegetali, per cui questo è un meccanismo d’azione universale o quasi universale. Migliaia di studi pubblicati mostrano effetti biologici e sulla salute derivanti dai campi elettromagnetici. Ora conosciamo il meccanismo che può spiegare tali effetti: è l’interazione elettromagnetica della radiazione con ogni cellula, non solo il riscaldamento legato ad essa (su cui si basano le attuali linee guida FCC).

Questa nuova comprensione significa che possiamo sfatare le affermazioni del “settore Wireless” che non può esistere un meccanismo per gli effetti prodotti da questi deboli campi elettromagnetici. Gli oltre 20 anni di rivendicazioni propagandistiche dell’industria sono falsi. Piuttosto, le migliaia di studi che mostrano diversi impatti sulla salute di questi campi elettromagnetici possono essere spiegati. Ora abbiamo un meccanismo, supportato sia dalla biologia che dalla fisica, che puntano entrambi nella stessa direzione.

Invierò come documento separato un elenco di 134 articoli di rassegna pubblicati nella letteratura scientifica, ciascuno dei quali fornisce da 12 a oltre mille citazioni individuali che mostrano impatti sulla salute di campi elettromagnetici a bassa intensità, effetti che l’industria delle telecomunicazioni afferma i campi elettromagnetici non possano avere. Questi 134 articoli di review, e le migliaia di articoli scientifici primari citati, mostrano che la propaganda industriale non ha alcun supporto scientifico.

Il consenso tra gli scienziati indipendenti su questo aspetto è ulteriormente confermato dall’appello del 2015 (e successivamente) rivolto alle Nazioni Unite e agli Stati membri, affermando che gli attuali orientamenti sulla sicurezza dei campi elettromagnetici sono inadeguati, perché non prendono in considerazione gli effetti non termici. Ciò è stato firmato da 225 scienziati provenienti da 41 paesi, ognuno dei quali aveva pubblicato studi peer reviewed sugli effetti sulla salute dei campi elettromagnetici, per un totale di ben 2.000 articoli pubblicati in questa area dai firmatari.

Secondo l’industria, le forze che i campi elettromagnetici collocano sui gruppi elettricamente carichi presenti nella cella sono troppo deboli per produrre effetti biologici. Tuttavia, le proprietà strutturali uniche delle proteine ​​del “canale del calcio tensione-dipendente” (VGCC) possono – si è scoperto – spiegare perché la forza sul sensore di tensione di una cellula esercitata da campi elettromagnetici a bassa intensità sia milioni di volte più forte rispetto alle forze su singoli gruppi carichi altrimenti presenti nella cellula.

Sarebbe un disastro per la salute dei californiani essere esposti alle antenne previste nella SB.649 (ndr: si tratta di una proposta di legge del Senato – in gran parte scritta da AT&T, Verizon e dal gruppo di pressione CTIA – per consentire di installare grandi celle di telefonia mobile quasi ovunque (anche con armadi di dimensioni di un frigorifero su strade e marciapiedi davanti alle case), senza tener conto di alcunché (finestre delle camere, edifici storici, rumore, illuminazione, design o impatti economici).

Lo Stato della California commetterebbe un grave errore nel continuare a sostenere gli interessi commerciali dell’industria wireless con questa legislazione. I legislatori dovrebbero fare una pausa per comprendere la gravità degli effetti biologici e le conseguenze per la salute fisica e mentale, nonché le conseguenze del continuo danno al DNA umano, e dovrebbero apprendere i fatti dagli scienziati indipendenti dall’industria Wireless, non dai lobbisti del settore che hanno un enorme conflitto di interessi.

L’attivazione del VGCC prodotta nelle cellule da campi elettromagnetici a bassa intensità può spiegare i risultati da tempo riportati in letteratura su una vasta gamma di cambiamenti biologici e effetti sulla salute generati da tali campi. I primi sei di questi effetti (vedi lista seguente) sono stati ben documentati già 46 anni fa (Rapporto dell’Ufficio di Ricerca Medica Navale, 1971). Gli altri che seguono sono stati ampiamente documentati successivamente nella letteratura scientifica peer-reviewed:

  1. Vari effetti neurologici / neuropsichiatrici, inclusi cambiamenti nella struttura e nella funzione del cervello, cambiamenti nei vari tipi di risposte psicologiche e cambiamenti nel comportamento.
  2. Almeno otto diversi effetti endocrini (ormonali).
  3. Effetti cardiaci che influenzano il controllo elettrico del cuore, compresi i cambiamenti negli ECG, producendo aritmie, cambiamenti che possono porre una persona in pericolo di vita.
  4. Rottura del cromosoma e altri cambiamenti nella struttura cromosomica.
  5. Cambiamenti istologici nei testicoli.
  6. Morte cellulare (chiamata “apoptosi”), un processo importante nelle malattie neurodegenerative.
  7. Abbassamento della fertilità maschile, tra cui qualità e funzione dello sperma ridotte e anche diminuzione della fertilità femminile (meno studiata).
  8. Stress ossidativo.
  9. Cambiamenti nei flussi di calcio e della segnalazione tramite il calcio.
  10. Danno cellulare del DNA, tra cui rotture a singolo filamento e rotture a doppio filamento nel DNA cellulare e anche della deossiguanosina (8-OHdG) nel DNA cellulare.
  11. Cancro, che è probabile sia coinvolto da questi cambiamenti del DNA, ma anche un aumento dei tassi di eventi tipo promozione del tumore.
  12. Effetti terapeutici, inclusa la stimolazione della crescita ossea.
  13. Formazione di cataratta (precedentemente ritenuta termica, ora nota non esserlo).
  14. Rottura della barriera emato-encefalica.
  15. Riduzione della melatonina e interruzione del sonno.

La Fisica e la Biologia puntano entrambe nella stessa direzione. Entrambe mostrano che i campi elettromagnetici agiscono principalmente attivando i “canali di calcio tensione-dipendenti” (VGCC) nelle cellule dei nostri corpi. Il danno al DNA che, come appena visto, è noto essere prodotto nelle cellule dai campi elettromagnetici si verifica anche nello sperma umano; e può verificarsi pure nelle uova umane, portando a un notevole aumento delle mutazioni in tutti i bambini nati.

Si ritiene che un aumento della frequenza di mutazione di 2,5-3 volte porterà all’estinzione della razza umana a causa dell’accumulo di un gran numero di mutazioni dannose. Potremmo addirittura aver già ora superato questo livello critico. E, in caso affermativo, il continuare semplicemente a mantenere le nostre esposizioni attuali porterà all’eventuale estinzione dell’umanità. Ulteriori aumenti delle esposizioni ai campi elettromagnetici saranno più rapidamente autodistruttivi.

I campi elettromagnetici pulsati sono, nella maggior parte dei casi, più biologicamente attivi – e quindi più pericolosi – dei campi non a impulsi (cioè a onda continua). Tutti i dispositivi di comunicazione wireless comunicano tramite impulsi, perché sono essi a trasmettere le informazioni comunicate. Tutte le affermazioni di sicurezza del settore Wireless si basano su una teoria (quella dei soli effetti termici delle radiazioni) riscontrata in modo errato nel 1971, prima che fossero pubblicati migliaia di altri studi che confermavano in modo massiccio come le affermazioni dell’industria fossero false.

L’industria della telefonia mobile e delle comunicazioni wireless sta cercando di passare a frequenze molto più elevate perché queste frequenze molto più elevate consentono impulsi molto più elevati, e quindi una trasmissione di informazioni molto più elevata. Tuttavia, queste frequenze di pulsazioni più elevate rendono questi dispositivi ad altissima frequenza molto più pericolosi. Questo è uno dei motivi per cui è così importante votare contro la proposta di legge del Senato (SB.649).

Nessuno dei nostri dispositivi di comunicazione wireless è mai stato testato biologicamente per quanto riguarda la sicurezza – né telefoni cellulari, né celle della telefonia mobile, né Wi-Fi, né telefoni cordless, né contatori intelligenti e certamente non i telefonini 5G – prima che venisse messo in commercio o installato vicino alle case per irradiare un pubblico ignaro. L’industria delle telecomunicazioni, infatti, ha corrotto le varie Agenzie che dovrebbero regolamentarle (come avviene in altre industrie, ndr).

Il libro “Captured Agency” citato nelle righe seguenti dal prof. Martin Pall.

Il miglior esempio di ciò è che la FCC – che regola i campi elettromagnetici negli Stati Uniti – è una “agenzia catturata”: catturata dall’industria che dovrebbe regolare, secondo un documento di 8 capitoli pubblicato dal Center for Ethics “Edmond J. Safra” presso l’Università di Harvard. C’è da meravigliarsi, quindi, che il settore continui a propagandare che i loro dispositivi sono conformi alle linee guida sulla sicurezza stabilite dalla FCC? Vi esorto perciò a fare la cosa giusta a favore della salute (anche vostra) e di votare NO.

Martin Pall

Professor Emeritus of Biochemistry and Basic Medical Sciences, Washington State University

 

IMPORTANTE! Aiutaci a far circolare queste informazioni via social (Facebook, Twitter) e via e-mail / mailing list, etc. – Il futuro tuo e della tua salute è anche nelle tue mani…

 

Citazioni presenti nell’appello di Pall

  • Pall ML. 2013 Electromagnetic fields act via activation of voltage-gated calcium channels to produce beneficial or adverse effects. J Cell Mol Med 17:958-965.
  • Pall ML. 2014 Electromagnetic field activation of voltage-gated calcium channels: role in therapeutic effects. Electromagn Biol Med. 2014 Apr 8.
  • Pall ML. 2015 Scientific evidence contradicts findings and assumptions of Canadian Safety Panel 6: microwaves act through voltage-gated calcium channel activation to induce biological impacts at non-thermal levels, supporting a paradigm shift for microwave/lower frequency electromagnetic field action. Rev Environ Health 30:99-116.
  • Pall ML. 2015 Elektromagnetische Felder wirken über die Aktivierung spannungsabhängiger Calciumkanäle, um günstige oder ungünstige Wirkungen zu erzeugen. Umwelt-MedizinGesellshaft 28: 22-31.
  • Pall ML. 2015 How to approach the challenge of minimizing non-thermal health effects of microwave radiation from electrical devices. International Journal of Innovative Research in Engineering & Management (IJIREM) ISSN: 2350-0557, Volume-2, Issue -5, September 2015; 71-76.
  • Pall ML. 2016 Microwave frequency electromagnetic fields (EMFs) produce widespread neuropsychiatric effects including depression. J Chem Neuroanat 75(Pt B):43-51. doi: 10.1016/j.jchemneu.2015.08.001. Epub 2015 Aug 21.
  • Pall ML. 2016 Electromagnetic fields act similarly in plants as in animals: Probable activation of calcium channels via their voltage sensor. Curr Chem Biol 10: 74-82.
  • Naval Medical Research Institute Research Report, June 1971. Bibliography of Reported Biological Phenomena (“Effects”) and Clinical Manifestations, Revised, ZR Glaser.
  • Captured Agency: How the Federal Communications Commission Is Dominated by the Industries It Presumably Regulates, by Norm Alster. Published by Edmond J. Safra Center for Ethics,
  • Harvard University. An e-book under the Creative Commons 4.0 License: https:/creativecommons.org/licences/by/4.0/

 

Elenco dei 134 articoli di rassegna sugli effetti non termici delle radiazioni a microonde ed e.m.

Tra le rassegne scientifiche che documentano i vari effetti non termici sulla salute, vi sono i 134 lavori che seguono. Ognuna di queste review cita almeno una dozzina di ricerche presenti nella letteratura primaria che mostrano effetti non termici, e molte che ne citano 100 andando fino alla terza referenza che cita oltre 1000 articoli di questo tipo. Da ciò si può vedere che le citazioni bibliografiche primarie a sostegno dell’esistenza di vari effetti non termici sulla salute citati in queste review sono dell’ordine di diverse migliaia. Questo elenco non è – e non intende essere – un elenco di tutti gli articoli di rassegna importanti. Tuttavia, fornisce una misura della dimensione della letteratura che contraddice la tesi dell’industria secondo cui non vi sarebbero effetti non termici dei campi elettromagnetici alla frequenza delle microonde.

1) Osipov YuA, 1965 [Labor hygiene and the effect of radiofrequency electromagnetic fields on workers]. Leningrad Meditsina Publishing House, 220 pp.

2) Pollack H, Healer J. 1967 Review of Information on Hazards to Personnel from HighFrequency Electromagnetic Radiation. Institute for Defense Analyses; Research and Engineering Support Division. IDA/HQ 67-6211, Series B, May 196.

3) Naval Medical Research Institute Research Report, June 1971. Bibliography of Reported Biological Phenomena (“Effects”) and Clinical Manifestations, Revised, ZR Glaser.

4) Frey AH. 1971 Biological Function as influenced by low power modulated RF energy. IEEE Trans Microw Theory Tech 19(2): 153-164.

5) Tolgskaya MS, Gordon ZV. 1973. Pathological Effects of Radio Waves, Translated from Russian by B Haigh. Consultants Bureau, New York/London, 146 pages.

6) WHO Document. 1974 Biologic Effects & Health Hazards of Microwave Radiation: Proceedings of an International Symposium, Warsaw, 15-18 October, 1973. http://mistic.heig-vd.ch/taillard/microwave_effects/

7) Dumanskij, J. D., and Shandala, M. G., 1974. The biologic action and hygienic significance of electromagnetic fields of super-high and ultrahigh frequencies in densely populated areas. Effects and Health Hazards of Microwave Radiation, Proceedings of an International Symposium, Warsaw, 15-18 Oct. 1973, P. Czerski et al., eds.

8) Dwyer, M. J., Leeper, D. B. 1978 A Current Literature Report on the Carcinogenic Properties of Ionizing and Nonionizing Radiation. DHEW Publication (NIOSH) 78-134, March 1978.

9) Bise W. 1978 Low power radio-frequency and microwave effects on human electroencephalogram and behavior. Physiol Chem Phys 10:387-398.

10) Lerner, E. J. 1980. RF radiation: Biological effects. IEEE Spectrum 17(Dec 1980), 51-59.

11) Leach WL. 1980 Genetic, growth and reproductive effects of microwave radiation. Bull N Y Acad Med 56:249-257.

12) Adey W. R. 1981 Tissue interactions with nonionizing electromagnetic fields. Physiol. Rev. 61, 435-514.

13) Raines, J. K. 1981. Electromagnetic Field Interactions with the Human Body: Observed Effects and Theories. Greenbelt, Maryland: National Aeronautics and Space Administration 1981; 116 p.

14) Adey WR. 1988 Cell membranes: the electromagnetic environment and cancer promotion. Neurochem Res.13:671-677.

15) Adey WR. 1990 Joint actions of environmental nonionizing electromagnetic fields and chemical pollution in cancer promotion. Environ Health Perspect 86:297-305.

16) Walleczek, J. 1992. Electromagnetic field effects on cells of the immune system: the role of calcium signaling. FASEB J. 6, 3177-3185.

17) Adey, WR. 1993 Biological effects of electromagnetic fields. J Cell Biochem 51:410-416.

18) Bolen, S. M. 1994 Radiofrequency/Microwave Radiation Biological Effects and safety standards: a review. AD-A282 886, Rome Laboratory, U.S. Air Force Material Command, Griffiss Air Force Base, New York.

19) Lai H. 1994 Neurological effects of radiofrequency electromagnetic radiation. In: Advances in Electromagnetic Fields in Living Systems, Vol. 1, J.C. Lin, Ed., Plenum Press, New York, pp. 27-88.

20) Goodman EM, Greenebaum B, Marron MT. 1995 Effects of electromagnetic fields on molecules and cells. Int Rev Cytol 158:279-338.

21) Grigoriev IUG. 1996 Role of modulation in biological effects of electromagnetic radiation. Radiats Biol Radioecol 36:659-670.

22) Lai, H. 1997. Neurological effects of radiofrequency electromagnetic radiation relating to wireless communication technology. Paper presented at the IBC-UK Conference: “Mobile Phones – Is There a Health Risk?” http://www.mapcruzin.com/radiofrequency/henry_lai1.htm.

23) Adey WR, 1997 Bioeffects of mobile communications fields: possible mechanisms for cumulative dose. In: N Kuster, Q Balzano, JC Lin (Eds), Mobile Communications Safety, New York, Chapman and Hall, pp. 95-131.

24) Goldsmith JR. 1997 Epidemiologic evidence relevant to radar (microwave) effects. Env Health Perspect 105(Suppl 6):1579-1587.

25) Frey, A. H. 1998. Headaches from cellular telephones: are they real and what are the implications? Environ. Health Perspect. 106, 101-103.

26) Lai, H 1998 Neurological effects of radiofrequency electromagnetic radiation. www.papcruzin.com/radiofrequency/henry_lai1.htm.

27) Hyland GJ. 1998 Non-thermal bioeffects induced by low-intensity microwave frequency microwave irradiation of living systems. Engineering Science Educ J 7(6):261-269.

28) Ryabi JT. 1998 Clinical effects of electromagnetic fields on fracture healing. Clin Orthop Relat Res 355(Suppl. l): S205–15.

29) Barnett SB. 1999 Radio-frequency radiation and birth defects: Is there a threat to human health? Cong Anom 39:59-73.

30) Belyaev IY, Shcheglov VS, Alipov ED, Ushakov VD. 2000 Nonthermal Effects of Extremely High-Frequency Microwaves on Chromatin Conformation in Cells in vitro—Dependence on Physical, Physiological, and Genetic Factors. IEEE Trans Microwave Theory Tech 48:21722179.

31) Betskii OV, Devyatkov ND, Kislov VV. 2000 Low intensity millimeter waves in medicine and biology. Crit Rev Biomed Eng. 2000;28(1-2):247-68.

32) Banik S, Bandyopadhyay S, Ganguly S. 2003 Bioeffects of microwave–a brief review. Bioresour Technol. 2003 Apr;87(2):155-9.

33) Blank M, Goodman R. 2004 Comment: a biological guide for electromagnetic safety : the stress response. Bioelectromagnetics 25(8):642-646.

34) Kundi M, Kild K, Hardell L, Mattsson M. 2004 Mobile telephones and cancer – a review of the epidemiological evidence. J Toxicol Env Health, Part B 7:351-384.

35) Kundi M. 2004 Mobile phone use and cancer. Occup Env Med 61:560-570.

36) Aaron RK, Ciombor DM, Simon BJ. 2004 Treatment of nonunions with electric and elec- tromagnetic fields. Clin Orthop Relat Res 2004; 10: 579–593.

37) Belyaev I. 2005 Non-thermal biological effects of microwaves: current knowledge, further perspective and urgent needs. Electromagn Biol Med 24(3):375-403.

38) Belyaev I. 2005 Non-thermal biological effects of microwaves. Microwave Rev 11(2):13-29.

39) Barnes FS, Greenebaum B, (eds.) 2007 Biological and medical aspects of electromagnetic fields. 3rd, ed., CRC Press, Boca Raton, FL.

40) Bioinitiative Working Group, Cindy Sage and David Carpenter (eds). 2007 Bioinitiative report: A rationale for a biologically-based public exposure standard for electromagnetic fields (ELF and RF). www.bioinitiative.org.

41) Huss A, Egger M, Hug K, Huwiler-Müntener K, Röösli M. 2007 Source of funding and results of studies of health effects of mobile phone use: systematic review of experimental studies. Environ Health Perspect 115:1–4.

42) Markov MS. 2007 Pulsed electromagnetic field therapy: History, state of the art and future. The Environmentalist 27:465-475.

43) Nittby H, Grafstrom G, Eberhardt JL, Malmgren L, Brun A, Persson BR, Salford, LG. 2008 Radiofrequency and extremely low frequency electromagnetic field effects on the bloodbrain barrier. Electromag Biol Med 2008; 27:103-126.

44) Hardell, L., Sage, C. 2008. Biological effects from electromagnetic field exposure and public exposure standards. Biomed. Pharmacother. 62, 104-109.

45) Genuis SJ. 2008 Fielding a current idea: explring the public health impact of electromagnetic radiation. Public Health 122:113-124.

46) Johansson O. 2009 Disturbance of the immune system by electromagnetic fields-A potentially underlying cause for cellular damage and tissue repair reduction which could lead to disease and impairment. Pathophysiology 16:157-177.

47) Blackman C. 2009 Cell phone radiation: Evidence from ELF and RF studies supporting more inclusive risk identification and assessment. Pathophysiology. 2009 Aug;16(2-3):205-216.

48) Balmori A. 2009 Electromagnetic pollution from phone masts. Effects on wildlife. Pathophysiology 16:191-199.

49) Desai NR, Kesari KK, Agarwal A. 2009 Pathophysiology of cell phone radiation: oxidative stress and carcinogenesis with focus on the male reproductive system. Reproduct Biol Endocrinol 7:114.

50) Khurana VG, Teo C, Kundi M, Hardell L, Carlberg M. 2009 Cell phones and brain tumors: a review including the long-term epidemiologic data. Surg Neurol 72:205-214.

51) Martin Blank, Reba Goodman. 2009 Electromagnetic fields stress living cells. Pathophysiology 16:71-78.

52) Phillips JL, Singh NP, Lai H. 2009 Electromagnetic fields and DNA damage. Pathophysiology 16:79-88.

53) Ruediger HW. 2009 Genotoxic effects of radiofrequency electromagnetic fields. Pathophysiology. 16:89-102.

54) Yakymenko I, Sidorik E. 2010 Risks of carcinogenesis from electromagnetic radiation and mobile telephony devices. Exp Oncol 32:729-736.

55) Khurana, V. G., Hardell, L., Everaert, J., Bortkiewicz, A., Carlberg, M., Ahonen, M. 2010 Epidemiological evidence for a health risk from mobile phone base stations. Int. J. Occup. Environ. Health 16, 263-267.

56) Giuliani L, Soffriti M (Eds). 2010 NON-THERMAL EFFECTS AND MECHANISMS OF INTERACTION BETWEEN ELECTROMAGNETIC FIELDS AND LIVING MATTER, RAMAZZINI INSTITUTE EUR. J. ONCOL. LIBRARY Volume 5, National Institute for the Study and Control of Cancer and Environmental Diseases “Bernardino Ramazzini” Bologna, Italy 2010, 400 page monograph.

57) Fragopoulou A, Grigoriev Y, Johansson O, Margaritis LH, Morgan L, Richter E, Sage C. Scientific panel on electromagnetic field health risks: consensus points, recommendations, and rationales. Rev. Environ. Health 25, 307-317.

58) Batista Napotnik T, Reberšek M, Vernier PT, Mali B, Miklavčič D. 2010 Effects of high voltage nanosecond electric pulses on eukaryotic cells (in vitro): A systematic review. Bioelectrochemistry 110:1-12.

59) Levitt, B. B., Lai, H. 2010. Biological effects from exposure to electromagnetic radiation emitted by cell tower base stations and other antenna arrays. Environ. Rev. 18, 369-395.

60) Yu Y, Yao K. 2010 Non-thermal cellular effects of low power microwave radiation on the lens and lens epithelial cells. J Int Med Res 38:729-736.

61) Yakymenko, I., Sidorik, E., Kyrylenko, S., Chekhun, V. 2011. Long-term exposure to microwave radiation provokes cancer growth: evidences from radars and mobile communication systems. Exp. Oncol. 33(2), 62-70.

62) Kesari KK, Kuman S, Behari J. 2011 Effects of radiofrequency electromagnetic wave exposure from cellular phones on reproductive pattern in male Wistar rats. Appl Biochem Biotechnol 164:546-549.

63) Panagopoulos DJ. 2011 Analyzing the health impacts of modern telecommunication microwaves. Chapter 1 in Advances in Biology and Medicine, Vol. 17, Leon V. Berhardt, Ed., Nova Science Publishers.

64) Schidt-Rohlfing B, Silny J, Gavenis K, et al. 2011 Electromagnetic fields, electric cur- rent and bone healing – what is the evidence? Z Orthop Unfall. 149: 265–270.

65) Chalidis B, Sachinis N, Assiotis A, et al. 2011 Stimulation of bone formation and fracture healing with pulsed electromagnetic fields: biologic responses and clinical implica- tions. Int J Immunopathol Pharmacol. 2011; 24(1 Suppl. 2): 17020.

66) Pilla A, Fitzsimmons R, Muehsam D, et al. 2011 Electromagnetic fields as first messenger in biological signaling: application to calmodulin-dependent signaling in tissue repair. Biochim Biophys Acta 1810: 1236–1245.

67) Yakimenko IL, Sidorik EP, Tsybulin AS. 2011 [Metabolic changes in cells under electromagnetic radiation of mobile communication systems]. [Article in Russian] Ukr Biokhim Zh 83:20-28.

68) La Vignera, Condorelli RA, Vicari E, D’Agata R, Calogero AE. 2012 Effects of the exposure to mobile phones on male reproduction: a review of the literature. J Androl 33:350-356.

69) Zhong C, Zhao TF, Xu ZJ, et al. 2012 Effects of electromagnetic fields on bone regeneration in experimental and clinical studies: a review of the literature. Chin Med J 125: 367–372.

70) Biointiative Working Group, David Carpenter and Cindy Sage (eds). 2012 Bioinitiative 2012: A rationale for biologically-based exposure standards for electromagnetic radiation. http://www.bioinitiative.org/participants/why-we-care/

71) Gye MC, Park CJ. 2012 Effect of electromagnetic field exposure on the reproductive system. Clin Exp Reprod Med 39:1-9.

72) Consales, C., Merla, C., Marino, C., et al. (2012). Electromagnetic fields, oxidative stress, and neurodegeneration. Int. J. Cell Biol. 2012: 683897.

73) Havas, M. 2013. Radiation from wireless technology affects the blood, the heart, and the autonomic nervous system. Rev. Environ. Health. 28(Nov 2013), 75-84.

74) Herbert, M. R., Sage, C. 2013 Autism and EMF? Plausibility of a pathophysiological link – Part I. Pathophysiology 20, 191-209.

75) Herbert, M. R., Sage, C. 2013. Autism and EMF? Plausibility of a pathophysiological link part II. Pathophysiology 20, 211-234.

76) Kesari KK, Siddiqui MH, Meena R, Verma HN, Kumar S. 2013 Cell phone radiation exposure on brain and associated biological systems. Indian J Exp Biol 51:187-200.

77) Warnke U, Hensinger P. 2013 Increasing incidence of burnout due to magnetic fields of cell phone networks and other wireless communication technologies. Umwelt Medizin Gesellshaft 26: 31-38.

78) Panagopoulos, D. J., Johansson, O., Carlo, G. L. 2013. Evaluation of specific absorption rate as a dosimetric quantity for electromagnetic fields bioeffects. PloS ONE 8(6): e62663. doi:10:1371.

79) Carpenter DO. 2013. Human disease resulting from exposure to electromagnetic fields. Rev Environ Health. 2013;28(4):159-72.

80) Ledoigt G, Belpomme D. 2013 Cancer induction molecular pathways and HF-EMF irradiation. Adv Biol Chem 3:177-186.

81) Pall, M. L. 2013. Electromagnetic fields act via activation of voltage-gated calcium channels to produce beneficial or adverse effects. J. Cell. Mol. Med. 17:958-965.

82) Pilla, A. A. 2013 Nonthermal electromagnetic fields: from first messenger to therapeutic applications. Electromagn. Biol. Med. 32, 123-136.

83) Panagopoulos, D. J., Johansson, O., Carlo, G. L. 2013. Evaluation of specific absorption rate as a dosimetric quantity for electromagnetic fields bioeffects. PloS ONE 8(6): e62663. doi:10:1371.

84) Szmigielski S. 2013 Reaction of the immune system to low-level RF/MW exposures. Sci Total Environ 2013 Jun 1;454-455:393-400.

85) Hardell L, Carlberg M, Hansson Mild K. 2013 Use of mobile phones and cordless phones is associated with increased risk for glioma and acoustic neuroma. Pathophysiology 2013;20(2):85-110.5

86) Adams, J. A., Galloway, T. S., Mondal, D., Esteves, S. C. 2014 Effect of mobile telephones on sperm quality: A systematic review and meta-analysis. Environment. Int. 70, 106-112.

87) Murbach, M., Neufeld, E., Christopoulou, M., Achermann, P., Kuster, N. 2014. Modeling of EEG electrode artifacts and thermal ripples in human radiofrequency exposure studies. Bioelectromagnetics 35, 273-283.

88) Van Boxem K, Huntoon M, Van Zundert J, Patijn J, van Kleef M, Joosten EA. 2014 Pulsed radiofrequency: a review of the basic science as applied to the pathophysiology of radicular pain: a call for clinical translation. Reg Anesth Pain Med. 2014 Mar-Apr;39(2):149-59.

89) Liu K, Li Y, Zhang G, Liu J, Cao J, Ao L, Zhang S. 2014 Association between mobile phone use and semen quality: a systematic review and meta-analysis. Andrology 2:491-501.

90) Pilla, AA 2015 Pulsed electromagnetic fields: from signaling to healing. In: Markov, M. S., Ed. 2015. Electromagnetic Fields in Biology and Medicine. CRC Press, Taylor and Francis Group, Boca Raton, FL. , pp. 29-48.

91) Belyaev, I. 2015. Biophysical mechanisms for nonthermal microwave effects. In: Electromagnetic Fields in Biology and Medicine, Marko S. Markov, ed, CRC Press, New York, pp 49-67. (Please note: There are probably a dozen other reviews that from this volume that might be included here on non-thermal effects).

92) Pall, M. L. 2015. Scientific evidence contradicts findings and assumptions of Canadian Safety Panel 6: microwaves act through voltage-gated calcium channel activation to induce biological impacts at non-thermal levels, supporting a paradigm shift for microwave/lower frequency electromagnetic field action. Rev. Environ. Health 3, 99-116.

93) Panagopoulos, D. J., Johansson, O., Carlo, G. L. 2015. Real versus simulated mobile phone exposures in experimental studies. BioMed. Res. Int. 2015, article ID 607053, 8 pages.

94) Mahdavi M, Yekta R, Tackallou SH. 2015 Positive correlation between ELF and RF electromagnetic fields on cancer risk. J Paramed Sci 6(3), ISSN 2008-4978.

95) Morgan LL, Miller AB, Sasco A, Davis DL. 2015 Mobile phone radiation causes brain tumors and should be classified as a probable human carcinogen (2A). Int J Oncol 46(5): 1865-71.

96) Vadalà M, Vallelunga A, Palmieri L, Palmieri B, Morales-Medina JC, Iannitti T. 2015 Mechanisms and therapeutic applications of electromagnetic therapy in Parkinson’s disease. Behav Brain Funct. 2015 Sep 7;11:26. doi: 10.1186/s12993-015-0070-z.

97) Lim R, Lee SW, Tan PY, Liong ML, Yuen KH. 2015 Efficacy of electromagnetic therapy for urinary incontinence: A systematic review. Neurourol Urodyn 34(8):713-722.

98) Hedendahl L, Carlberg M, Hardell L. 2015 Electromagnetic hypersensitivity – an increasing challenge to the medical profession. Rev Environ Health 30:209-215.

99) Carpenter DO. 2015 The microwave syndrome or electro-hypersensitivity: historical background. Rev Environ Health. 30:217-222.

100) Yakymenko I, Tsybulin O, Sidorik E, Henshel D, Kyrylenko O, Kysylenko S. 2015 Oxidative mechanisms of biological activity of low-intensity radiofrequency radiation. Electromagnetic Biol Med: Early Online 1-16. ISSN: 1536-8378.

101) Panagopoulos DJ, Johansson O, Carlo GL. 2015 Polarization: A Key Difference between Man-made and Natural Electromagnetic Fields, in regard to Biological Activity. Sci Rep. 2015 Oct 12;5:14914. doi: 10.1038/srep14914.

102) Sage C. 2015 The implications of non-linear biological oscillations on human electrophysiology for electrohypersensitivity (EHS) and multiple chemical sensitivity (MCS). Rev Environ Health. 2015;30(4):293-303.

103) Kaszuba-Zwoińska J, Gremba J, Gałdzińska-Calik B, Wójcik-Piotrowicz K, Thor PJ. 2015 Electromagnetic field induced biological effects in humans. Przegl Lek. 2015;72(11):636-41.

104) K. Sri N. 2015 Mobile Phone Radiation: Physiological & Pathophysiologcal Considerations. Indian J Physiol Pharmacol. 2015 Apr-Jun;59(2):125-35.

105) Redmayne M, Johansson O. 2015 Radiofrequency exposure in young and old: different sensitivities in light of age-relevant natural differences. Rev Environ Health 30: 323-335.

106) Pall, ML. 2016. Microwave frequency electromagnetic fields (EMFs) produce widespread neuropsychiatric effects including depression. J. Chem. Neuroanat. 75(Pt B):4351.

107) Warille AA, Onger ME, Turkmen AP, Deniz ÖG, Altun G, Yurt KK, Altunkaynak BZ, Kaplan S. 2016 Controversies on electromagnetic field exposure and the nervous systems of children. Histol Histopathol 31(5):461-468.

108) Warille AA, Onger ME, Turkmen AP, Deniz ÖG, Altun G, Yurt KK, Altunkaynak BZ, Kaplan S. 2016 Controversies on electromagnetic field exposure and the nervous systems of children. Histol Histopathol 31(5):461-468.

109) Vian A, Davies E, Gendraud M, Bonnet P. 2016 Plant Responses to High Frequency Electromagnetic Fields. Biomed Res Int. 2016;2016:1830262. doi: 10.1155/2016/1830262. Epub 2016 Feb 14.

110) Kaplan S, Deniz OG, Önger ME, Türkmen AP, Yurt KK, Aydın I, Altunkaynak BZ, Davis D. 2016 Electromagnetic field and brain development. J Chem Neuroanat 75(Pt B):52-61.

111) Altunkaynak BZ, Altun G, Yahyazadeh A, Kaplan AA, Deniz OG, Türkmen AP, Önger ME, Kaplan S. 2016 Different methods for evaluating the effects of microwave radiation exposure on the nervous system. J Chem Neuroanat. 2016 Sep;75(Pt B):62-9.

 

Riferimenti bibliografici (relativi al nostro articolo)

2 comments

  1. Sono sicuramente impressionato da ciò che ho letto , ma francamente non ne so nulla di queste cose. Comunque io mi faccio una semplice domanda, ma si può essere tanto imbecilli?

  2. Beh non serve essere geni per comprendere che le scelte di andare verso questo 5G mai provato e mai testato realmente sono per altri fini che non possono essere dichiarati.

    Io vi disegno i puntini, voi uniteli:
    – Vaccini (improvvisamente aumentati spropositatamente di numero e obbligatori tutti senza alcuna epidemia in corso)
    – Cibi OGM che spingono sempre di più nei nostri piatti (e che danno già agli animali, che poi ci mangiamo)
    – Onde Elettromagnetiche sempre più potenti (per cercare la velocità e l’inutile Internet of Things). D’altronde tutti abbiamo sempre sognato di collegare la lavatrice ad internet in modo che ci comunichi quando ha terminato il lavaggio…è utilissimo!!
    – Smart Meter (i contatori “intelligenti” di nuova generazione per Luce e Gas) Anche loro infestano l’etere di onde elettromagnetiche assolutamente inutili ma dannosissime per l’uomo e per tutti gli esseri viventi.

    Buon risveglio!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *