Come rivelare il radon in casa

Il radon – un gas nobile radioattivo proveniente dal decadimento di minerali radioattivi naturali presenti nella crosta terrestre e, talvolta, nei materiali da costruzione – emana di solito dal suolo e si può accumulare in alcune case. Esso è la seconda causa principale del cancro ai polmoni in molti Paesi, ed in Italia causa annualmente circa 3.300 morti correlate al cancro polmonare.

Sulla base degli studi epidemiologici, il radon è stato classificato come cancerogeno per l’uomo. Il suolo è responsabile dell’80 percento del radon presente nell’atmosfera, l’acqua del 19% e le altre fonti solo dell’1%. Essendo circa 8 volte più pesante dell’aria, il radon tende ad accumularsi negli ambienti confinati, e quindi anche nelle abitazioni, dove può venire perciò inalato dalle persone.

Secondo un’indagine condotta dall’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (APAT) negli anni 1989-1997, in Italia il valore medio nazionale di concentrazione del radon nelle abitazioni è pari a 70+/-1 Bq/mc, un valore superiore alla media mondiale, pari a circa 40 Bq/mc. E le fluttuazioni a livello locale sono notevoli.

Il rischio di sviluppare un cancro al polmone per il radon con un’esposizione di 30 anni aumenta di circa il 16% ogni 100 Bq/mc di concentrazione del radon. Quindi il rischio raddoppia a circa 600 Bq/mc. La gran parte della popolazione italiana è esposta in media a 100 Bq/mc, circa il 4% è esposto a concentrazioni medie superiori a 200 Bq/mc e circa l’1% a concentrazioni medie superiori a 400 Bq/mc.

Percentuale di abitazioni con concentrazione di radon > 200 Bq/mc (fonte: ISPRA).

Il gas radon non ha odore o colore, per cui è necessario eseguire un test per rilevarlo. Dato che il radon che si accumula negli edifici non è solo quello proveniente dal sottosuolo ma anche quello talvolta liberato dai materiali da costruzione utilizzati per realizzare l’edifico stesso, sarebbe opportuno che tutte le case venissero testate per il radon, soprattutto se si acquista, vende o costruisce una casa.

Il gas radon può essere facilmente rilevato e monitorato utilizzando due diversi metodi di test. Il metodo più comunemente utilizzato è il monitoraggio passivo del radon. Dei dispositivi “monitor”, o dosimetri, passivi vengono posizionati in un’area di una struttura per un determinato periodo di tempo e poi sigillati ed inviati in un laboratorio per l’analisi dopo che il periodo di rivelazione è scaduto.

Come fare un test passivo

Il test può venire effettuato da un professionista, oppure dallo stesso proprietario o inquilino utilizzando un kit “fai da te”. È importante, però, che il servizio professionale o il kit utilizzato per il test siano approvati da un ente terzo, che negli Stati Uniti è l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA), mentre in Italia è costituito dall’ARPA, la quale ha un elenco degli organismi di misura abilitati.

Dato che i livelli di radon possono variare di giorno in giorno e da stagione a stagione, i test possono essere eseguiti a breve termine (da due a max 90 giorni) oppure a lungo termine (più di tre mesi). I test a breve termine sono preferibili se i risultati sono necessari in tempi rapidi e devono essere seguiti da un altro test a breve termine. I test a lungo termine forniscono informazioni migliori sui livelli medi annuali.

Poiché non è necessaria alcuna formazione specifica per eseguire questi test – i dispositivi di test vanno semplicemente collocati nel livello più basso occupato della casa seguendo le istruzioni allegate – possono essere facilmente condotti dagli abitanti della casa. I kit per il test del radon sono disponibili presso numerosi rivenditori online e sono in genere abbastanza economici da utilizzare.

Un tipico dosimetro passivo usato per queste misurazioni fa uso di piastrine di un materiale plastico – denominato CR-39 – alloggiate in opportuni contenitori, detti camere di diffusione. Il contenitore viene posizionato nell’ambiente da misurare e il radon ivi presente, penetrando nel contenitore, lascia sul CR-39 delle tracce in numero proporzionale alla concentrazione di radon.

Una volta trascorso il periodo di misurazione, la piastrina in questione viene prelevata dal suo contenitore, viene posta in un bagno di sviluppo che ingrandisce le tracce e le rende leggibili con un microscopio ottico. Dal numero di tracce che vengono contate è possibile risalire, tramite un opportuno fattore di calibrazione, alla concentrazione media di radon presente nell’ambiente.

I test a breve termine sono il modo più veloce per monitorare in modo passivo il radon in una struttura. In un test a breve termine, il campione viene posizionato nell’area di prova da due a max 90 giorni prima di essere inviato al laboratorio per l’analisi. Il laboratorio quindi invia i risultati dei test al proprietario del kit. I test a lungo termine compensano le possibili fluttuazioni a breve termine del radon.

In pratica, si può eseguire un test a breve termine. Se il risultato è di 4 pCi/L o maggiore, bisogna eseguire un secondo test per essere sicuri. Se il risultato è al di sotto della soglia appena indicata, occorre eseguire un test a lungo termine o un secondo test a breve termine. In alternativa, per conoscere il livello medio di radon nell’arco di un anno, si può fare direttamente un test a lungo termine.

Quanto più alto è il risultato iniziale del test a breve termine, più è certo che si dovrebbe eseguire un secondo test a breve periodo, piuttosto che un secondo test a lungo termine. Tanto per dare un riferimento, se il risultato del tuo primo test a breve termine è più che doppio del livello indicato prima di 4 pCi/L, è necessario eseguire subito una seconda prova a breve termine.

Nei test a breve termine, per ottenere un campione preciso dell’aria in casa, dovrai chiudere tutte le porte esterne e tutte le finestre almeno 12 ore prima e durante il periodo di prova, che con alcuni kit a breve termine può durare fino a sette giorni. I sistemi di riscaldamento e climatizzazione, così come i ventilatori che ricircolano l’aria in casa, possono essere utilizzati durante il test del radon.

Trova un posto adatto per posizionare il tuo kit per la misura del radon. Esso va posizionato nel livello più basso della tua casa: ciò potrebbe significare il livello del seminterrato, se lo si usa spesso, o il primo piano se non lo si utilizza o non si dispone di un seminterrato. Scegli una stanza che usi regolarmente, come il salotto, la sala giochi, l’ufficio o la camera da letto, mai cucina o bagni.

Qualunque sia la stanza scelta, posizionate il kit di prova ad almeno 50 centimetri al di sopra del pavimento, assicurandovi che sia lontano dalle fonti di calore, dall’umidità e dalle pareti esterne. Dopo il periodo di tempo specificato sulle istruzioni, chiudete strettamente il contenitore e inviatelo tramite posta raccomandata al laboratorio specificato sulle istruzioni per l’analisi.

Si riceveranno i risultati del test del radon dal laboratorio entro poche settimane, per posta ordinaria e/o per posta elettronica. Con la maggior parte dei laboratori, puoi controllare i tuoi risultati anche online.
I risultati possono sembrare complicati da interpretare per un non esperto, ma ricordate che il radon nell’aria è misurato semplicemente in picoCuries per litro d’aria (pCi/L).

Se il risultato della misurazione è espresso in Bq/mc, allora il valore di riferimento – o “livello di azione” a partire dal quale occorre intervenire – per la concentrazione media annua in aria sui posti di lavoro corrisponde a 500 Bq/mc. L’Unione Europea, però, raccomanda di intraprendere azioni di risanamento a partire da 400 Bq/mc per tutti gli edifici esistenti e da 200 Bq/mc per quelli nuovi.

L’uso di monitor attivi

L’altro metodo per rilevare il gas radon utilizza degli apparecchi “monitor” attivi per rilevare il gas. I monitor attivi richiedono una sorgente di alimentazione e forniscono una lettura continua e istantanea dei livelli di radon in un dato momento. Alcune unità possono calcolare i livelli di radon a breve e lungo termine. Generalmente, i monitor attivi del radon sono più costosi dei monitor passivi.

L’utilizzo in casa di un monitor elettronico per il radon è una valida alternativa, sebbene essi vengano solitamente utilizzati dai professionisti. I monitor elettronici per il radon vengono posizionati a faccia in su sopra un tavolo stabile o su una qualsiasi superficie piana in modo che le aperture di ventilazione sul dispositivo non siano bloccate. La lettura è facilmente visibile da un display digitale.

Uno dei migliori monitor elettronici domestici per il radon.

Nella maggior parte dei casi, si desidera eseguire il monitoraggio attivo del radon nel livello più basso occupato di una struttura. Le istruzioni relative al posizionamento del rivelatore verranno incluse nella confezione del monitor di radon acquistato. Si consiglia di intervenire solo se il livello totale di radon nell’aria domestica misurato dal monitor risulta superiore a 4 pCi/L.

Si noti che, se il livello del radon risulta essere basso nell’aria, non c’è bisogno di esaminare le altre due possibili sorgenti domestiche: acqua e materiali da costruzione. I risultati delle misure nell’acqua sono espressi in picoCurie di radon per litro d’acqua (pCi/L). In generale, 10.000 pCi/L di radon in acqua contribuiscono a circa 1 pCi/L di radon nell’aria in tutta la casa.

Un vantaggio dell’utilizzo di un monitor elettronico per il radon è che ti consente di leggere i risultati immediatamente, senza dover aspettare la scadenza del periodo di test. Inoltre, non c’è bisogno di spedirlo in un laboratorio per l’analisi. Lo svantaggio principale è il prezzo. Alcune unità costano parecchio, ma si tratta – per fortuna – solo di quelle commercializzate per uso professionale.

Nella maggior parte dei casi, i rivelatori elettronici di radon vengono utilizzati in combinazione con i metodi più tradizionali descritti in precedenza, non li sostituiscono. Inoltre, sarebbe bene che il test del radon a lungo termine fosse fatto o controllato da un professionista qualificato in misurazione del radon, che in caso di livelli di radon eccessivi può aiutare a risolvere il problema.

Il prezzo per una misura con strumentazione attiva del livello di radon effettuata da professionisti si aggira, indicativamente, sui 250 euro (Iva inclusa). Invece, il prezzo orientativo per una misura annuale mediante dosimetri passivi dipende da molti fattori – a cominciare dal numero di dosimetri utilizzati – e può variare da 25 a 150 euro, Iva e spese di spedizione incluse, ma sopralluoghi esclusi.

Per le misurazioni, i cittadini possono rivolgersi ad organismi di misura abilitati ed idoneamente attrezzati pubblici e privati, richiedendo misurazioni di lungo periodo (generalmente un anno) mediante dosimetri passivi. Anche per informazioni ci si può rivolgere presso ogni ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), dove esiste una struttura specializzata nelle misurazioni del radon.

 

Riferimenti bibliografici:

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