Inquinamento luminoso: effetti sugli animali

Vicino alle città, i cieli nuvolosi sono ormai centinaia o addirittura migliaia di volte più luminosi di quanto non lo fossero fino a 200 anni fa, ovvero dei livelli naturali di luminosità esterna notturna.

Stiamo cominciando a capire però solo ora, grazie ad alcuni studi scientifici ancora poco conosciuti perché questo campo di ricerca si è sviluppato da pochi anni, quale effetto drastico l’inquinamento del cielo notturno con luci artificiali – dovute ai centri urbani o, più in generale, alla nostra civiltà industrializzata – abbia sull’ecologia, in pratica sugli habitat animali e sui relativi ecosistemi, il quale può essere altrettanto serio quanto alcune delle forme più note di inquinamento.

Per miliardi di anni, infatti, tutta la vita sul nostro pianeta si è basata sul ritmo prevedibile e regolare del giorno e della notte. Esso è in qualche modo codificato nel DNA – la molecola che racchiude il codice genetico – di tutte le piante e gli animali. Gli esseri umani hanno interrotto radicalmente questo ciclo naturale illuminando artificialmente la notte in vaste aree della Terra.

Le piante e gli animali, d’altra parte, dipendono dal ciclo quotidiano della luce del giorno e del buio, per regolare i comportamenti che sostengono la vita, come ad esempio: la riproduzione, il nutrimento, il sonno e la protezione dai predatori. Queste variazioni biologiche basate sul ciclo naturale del giorno e della notte sono note come “ritmi circadiani”, e costituiscono un “orologio interno”.

Le prove scientifiche suggeriscono che, di notte, la presenza di luce artificiale abbia effetti negativi e addirittura mortali su molte creature animali, tra cui gli anfibi, gli uccelli, i mammiferi, gli insetti e le piante. Pertanto, le luci artificiali contribuiscono a distruggere gli ecosistemi del mondo naturale.

Gli animali notturni, infatti, dormono durante il giorno e sono attivi durante la notte. L’inquinamento luminoso altera radicalmente il proprio ambiente notturno, trasformando la notte in giorno. Pertanto, per gli animali notturni, l’introduzione della luce artificiale rappresenta probabilmente il cambiamento più drastico che gli esseri umani hanno fatto al loro ambiente.

I predatori utilizzano luce per la caccia e le specie predatrici utilizzano l’oscurità come copertura. Il bagliore delle luci artificiali può influenzare anche gli habitat umidi che ospitano anfibi quali rane e rospi, il cui gracidio di notte fa parte del rituale che precede la riproduzione. Le luci artificiali disturbano questa attività notturna, interferendo con la riproduzione e riducendo le popolazioni.

Nel caso dei piccoli delle tartarughe di mare, le luci artificiali possono portare perfino alla morte. Le tartarughe marine, infatti, vivono nell’oceano ma si schiudono di notte sulla spiaggia. Le tartarughe neonate trovano la via del mare rilevando l’orizzonte luminoso sull’oceano. Le luci artificiali, invece, le allontanano dall’oceano, causando la morte di milioni di esemplari l’anno.

Le luci artificiali hanno effetti devastanti anche su molte specie di uccelli. Gli uccelli che migrano o cacciano di notte usano la luna e il cielo stellato per orientarsi. La luce artificiale può far loro sbagliare direzione e dirigerli verso i pericolosi paesaggi notturni delle città. Non a caso, ogni anno milioni di uccelli muoiono in collisioni con edifici e torri inutilmente illuminati di notte.

Gli uccelli migratori, in particolare, dipendono dai segnali naturali, provenienti con un timing molto preciso, che segnala i cambiamenti di stagione. Le luci artificiali possono far sì che la migrazione avvenga troppo presto o troppo tardi e che si perdano le condizioni climatiche ideali per creare il nido, trovare il cibo e per altri comportamenti importanti per l’animale ed i suoi piccoli.

Infine, molti insetti sono attratti dalla luce, ma le luci artificiali notturne possono creare un’attrazione fatale. La diminuzione delle popolazioni di insetti, a sua volta, influenza negativamente tutte le specie che si affidano agli insetti per il cibo o per l’impollinazione. Alcuni predatori sfruttano a loro vantaggio, per alimentarsi, questa attrazione “fatale” che influenza in modi imprevisto certi siti.

E gli effetti dell’inquinamento luminoso potrebbero colpire anche altri animali. Di notte, infatti, la polarizzazione del cielo illuminato dalla luna è fortemente ridotta in presenza di inquinamento luminoso urbano, perché la luce urbana diffusa non è altrettanto polarizzata. La luce polarizzata della luna non può essere vista dagli esseri umani, ma si ritiene che venga usata da molti animali per orientarsi.

 

Riferimenti bibliografici:

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