Come analizzare l’acqua che beviamo

I sondaggi suggeriscono che più della metà degli italiani non si sentono sicuri dell’acqua che esce dal proprio rubinetto. Se dunque ci si accontenta di un’analisi davvero molto limitata ma indipendente, vi sono oggi diverse possibilità, per qualsiasi cittadino, di testare o far analizzare la propria acqua.

Alcune semplici analisi, per la verità, le abbiamo già illustrate in altrettanti articoli – come quella del pH e del residuo fisso – che si possono effettuare semplicemente usando, rispettivamente, un pH-metro e un misuratore di residuo fisso o, più comunemente chiamato, TDS (Total Dissolved Solids, in inglese). Queste, però, sono soltanto il punto di partenza per delle analisi un po’ più approfondite.

Si noti che, oltre all’analisi dei 64 parametri di legge previsti dalla normativa italiana sull’acqua potabile, ed oltre alle numerose sostanze chimiche contaminanti note che non rientrano fra essi, vi sono anche dei cosiddetti “contaminanti emergenti”, cioè delle minacce percepite, potenziali o reali per la salute umana o per l’ambiente, oppure tali per la mancanza di standard sanitari pubblicati.

Sebbene questi contaminanti emergenti non siano regolamentati, la loro presenza nell’acqua potabile ha di recente sollevato grande clamore, e può essere dunque oggetto di analisi dell’acqua aggiuntive o separate rispetto a quelle standard. Appartengono a questa categoria, ad esempio, i PFAS (una particolare classe di composti organici persistenti), le microplastiche e le nanoparticelle.

Come fare un’analisi dell’acqua fai-da te

Le analisi tradizionali dell’acqua presso laboratori specializzati possono essere piuttosto costose e le relative relazioni difficili da capire, ma vi sono in alternativa dei kit per semplici test che possiamo acquistare online solo per una manciata di euro, e che sono rivolti agli abitanti di una casa più che ad esperti di chimica. Insomma, è importante che le persone testino l’acqua, perché ciò ha implicazioni a lungo termine sulla propria salute, e per molti un kit fai-da-te è l’ideale per iniziare.

I kit di solito consistono in un pacchetto di strisce che contengono reagenti i quali cambiano colore per indicare la presenza di vari contaminanti nella vostra acqua. Un kit di test per acqua potabile come ad es. First Alert WT1 Drinking Water Test Kit (venduto negli Stati Uniti per circa 15 dollari) può eseguire test per batteri, piombo, pesticidi, nitriti / nitrati, cloro, durezza e pH. Altri kit di produttori diversi potrebbero, ovviamente, analizzare dei parametri differenti o aggiuntivi.

Un eccellente kit per l’analisi “fai-da-te” dell’acqua che è stato appositamente studiato per il pubblico italiano è Acqua Test, realizzato da FEM2-Ambiente, una società spin-off dell’Università Bicocca di Milano. Purtroppo, ora tale kit non è più distribuito online nel sito di questa società (dove è tuttavia disponibile il kit similare per 10 test ImmediaTest-Acqua Education, che misura tramite strisce colorimetriche nitrati, nitriti, cloruri, solfati, durezza e pH), bensì solo tramite ASA-Acqua Sicura Ambiente srl.

Il kit ImmediaTest-Acqua Education di FEM2 Ambiente.

Naturalmente, è possibile anche acquistare kit per l’analisi di contaminanti specifici (come ad es. il piombo, i pesticidi, i nitrati, etc.), anche se alcuni potrebbero essere difficili da reperire in una versione specifica per il mercato italiano, con istruzioni nella nostra lingua, etc. Ad ogni modo, se si conosce l’inglese, Internet permette di acquistare questi kit online all’estero, magari con le istruzioni in inglese. E dato che i kit contengono materiale per l’analisi di vari campioni, saranno in genere soldi ben spesi.

Ma attenzione: i kit non sono molto accurati e non testano tutti i contaminanti nocivi. Se ci sono livelli molto alti di alcuni contaminanti nella tua acqua, il kit può benissimo segnalare il problema. Ma non aspettarti un’alta precisione o una garanzia che l’acqua sia sicura. La soluzione migliore, se sei preoccupato per la qualità della tua acqua, è cercare un laboratorio affidabile e affidabile, che fornirà risultati accurati e che non ha interesse a venderti un costoso sistema di filtrazione.

Le Agenzie per la protezione dell’ambiente non producono kit per testare l’acqua potabile e non approvano né raccomandano specifici kit di test per l’acqua potabile, anche perché in genere non sono accurati quanto le analisi di laboratorio. Esse raccomandano quindi l’uso di un laboratorio certificato per testare l’acqua potabile, anche se poi tali analisi non vengono riconosciute come prove legali.

Come scegliere un laboratorio di analisi

Le analisi tradizionali dell’acqua possono essere costose, per cui, se non sai quali contaminanti cercare nella tua acqua di rubinetto, inizia a cercare un laboratorio locale rispettabile, descrivi le tue preoccupazioni e guarda cosa ti consigliano in base alla loro conoscenza dell’acqua nella zona.

Una volta eseguito un accurato test una tantum, si avrà una base per decidere su cosa (se possibile e necessario) testare su base continuativa. Per trovare un laboratorio indipendente e certificato, puoi fare una ricerca su Internet. Apposite strutture terze certificano i laboratori di analisi con lo scopo di  accertarne la competenza e di garantire il valore e la credibilità delle Certificazioni di conformità ad una determinata normativa. Si può richiedere al laboratorio di mostrare le certificazioni ricevute.

La maggior parte dei Paesi dispone di un proprio insieme di linee guida per livelli accettabili di circa un centinaio di parametri diversi (in Italia sono 64), tuttavia un’analisi del genere sarebbe estremamente costosa e dunque occorre trovare un compromesso. La ricerca di alcuni inquinanti – come ad esempio le diossine – può essere molto più costosa rispetto ad altri. Chiedi un preventivo a più laboratori per l’analisi che intendi effettuare prima di procedere all’invio del campione da analizzare.

Chiedi sempre un preventivo a vari laboratori di analisi.

Diciamo che, in generale, un’analisi dei principali parametri indicatori richiede dai 60-70 euro in su, mentre un’analisi che includa anche la ricerca dei principali metalli pesanti richiede dai 150 euro in su. Il laboratorio di analisi, in compenso, può essere scelto su tutto il territorio italiano, poiché i campioni possono essere spediti tranquillamente tramite corriere, una volta raccolti in appositi contenitori sterili secondo le istruzioni che vi verranno fornite dal laboratorio che effettuerà l’analisi.

Il miglior rapporto qualità/prezzo per questo tipo di analisi è attualmente offerto senza dubbio da “FEM2-Ambiente”, la già citata società spin-off dell’Università Bicocca di Milano, che fra l’altro può usufruire delle sofisticate e sensibili attrezzature – nonché delle accurate metodiche di analisi – tipiche di un laboratorio chimico universitario specializzato in questo tipo di misurazioni. Essa effettua l’analisi dei parametri previsti dal Decreto L. 31/2001 sulla qualità delle acque per il consumo umano.

Nel proprio sito, FEM2-Ambiente offre diversi “pacchetti” di analisi, che uno può scegliere in base alle proprie esigenze, senza sprecare soldi nel testare parametri che non gli interessano: c’è l’analisi chimica (con la possibile aggiunta di utili parametri opzionali, come ad es. l’arsenico o il piombo), l’analisi microbiologica (utile solo per i pozzi privati), l’analisi completa (chimica + microbiologica), il pacchetto “Casa Sicura” (analisi acqua completa + analisi del gas radon nell’aria) e “PFAS+PFOS”.

Non occorre effettuare l’analisi dell’acqua o dei suoi sospetti contaminanti con grande frequenza, a meno che non vi siano state delle “novità” recenti, come ad es. l’apertura di un impianto inquinante nel raggio di 10-20 chilometri o lo spargimento di fanghi di depurazione “imbottiti” di rifiuti in campi che prima non ne ricevevano. Infatti, le variazioni dei livelli di inquinanti nelle acque di falda sono lente. Un’analisi annuale – magari con la spesa suddivisa fra i condomini – è quindi in genere sufficiente.

Ma attenzione: non è davvero possibile misurare la qualità dell’acqua o la sua sicurezza utilizzando solo analisi parziali di una manciata di parametri e di possibili contaminanti. Possono aiutarti a darti un’idea di cosa c’è nella tua acqua e di verificare la presenza ed i livelli di alcuni inquinanti che ci si aspetta di trovare nella propria zona dalla conoscenza delle fonti vicine, ma non dovresti mai basare l’opinione sulla tua acqua solo su queste analisi parziali o sulle strisce reattive dei kit fai-da-te.

 

Riferimenti bibliografici



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