Purificatori d’aria portatili: sono davvero utili?

Non tutti possono semplicemente fare i bagagli e migrare verso città o luoghi meno inquinati. Perciò, in molti Paesi un numero crescente di cittadini ricchi e della classe media è ora alla ricerca di soluzioni alternative, e tra le più popolari ci sono costosi depuratori d’aria.

I depuratori d’aria sono dispositivi di una certa tecnologia che – almeno sulla carta – dovrebbero aiutare a pulire l’aria indoor rimuovendo impurità come le particelle di polvere (comprese le particelle di PM 2.5, cioè il particolato fine, che causa il maggior danno alla salute umana), polline, fumo e altre sostanze irritanti presenti nell’aria. Il loro scopo è quello di fornire aria non contaminata, sebbene molte aziende affermino pure che i loro depuratori d’aria riducono le reazioni allergiche e gli attacchi d’asma.

Il mercato dei depuratori d’aria è uno di quelli in maggiore crescita nel mondo – tanto che in certi Paesi particolarmente inquinati, cone l’India, il tasso composto di crescita annua sfiora il 50% – ed, accanto a produttori specializzati da tempo (ad es. la multinazionale svedese Blueair), ha visto di recente la discesa in campo anche di marchi generalisti (come ad es. Philips) che hanno colto il potenziale.

I clienti sono rappresentati sia da persone che sono già inclini a problemi respiratori e stanno disperatamente cercando soluzioni – come, ad esempio, le persone allergiche o anziane, o comunque con determinate patologie – sia da persone sane particolarmente attente alla prevenzione ed alla propria salute. E via via che le persone realizzeranno quanto possano essere elevati i livelli di inquinamento indoor, questo mercato potrebbe rivelarsi grande quanto quello della depurazione delle acque.

I depuratori d’aria costano ovunque tra 200 e 1500 euro – come ordine di grandezza – e, nel caso di marchi sconosciuti o inaffidabili, i prodotti in catalogo potrebbero non valere il loro prezzo o addirittura porre dei rischi alla salute degli acquirenti. E in effetti è proprio questo il problema: nessuno è abbastanza sicuro di che impatto abbiano questi depuratori sulla qualità dell’ambiente indoor e sulla salute.

L’impatto dei purificatori sulla salute

Ad esempio, sebbene i medici concordino sul fatto che queste macchine potrebbero fornire alle persone aria pulita, non sono sicuri che i purificatori d’aria effettivamente aiutino a controllare gli episodi di attacchi respiratori tra coloro che sono inclini a tali malattie. Gli esperti, infatti, sottolineano il fatto che non esista una ricerca scientifica dettagliata la quale suggerisca che un certo dispositivo possa effettivamente aiutare a ridurre l’incidenza di attacchi asmatici o di altre patologie.

Esistono, per la verità, delle prove che alcuni filtri dell’aria installati in depuratori d’aria portatili o nei sistemi di climatizzazione possono aiutare a ridurre i livelli di PM2,5 indoor. L’efficienza del filtro, tuttavia, è altamente variabile da un prodotto all’altro, e l’efficacia dei filtri come metodo per ridurre il PM2,5 indoor dipenderà fortemente dal particolare prodotto utilizzato e dalla manutenzione che riceve. Inoltre, le unità HEPA che usano filtri in fibra di vetro per pulire l’aria ventilata possono essere rumorose.

Vi sono, pertanto, solo congetture sul fatto che, respirando l’aria fornita dai purificatori dell’aria, la durata della propria vita aumenterà, ma ciò secondo i medici non è vero e non c’è una letteratura a riguardo per dimostrarlo. I medici poi, sono particolarmente preoccupati per un tipo specifico di queste macchine: i purificatori d’aria basati sulla ionizzazione dell’aria, oltre che degli ozonizzatori.

Infatti, gli ionizzatori – o i purificatori d’aria che includono uno ionizzatore – producono ozono come sottoprodotto. L’ozono è noto per essere un irritante polmonare dannoso, che causa irritazione alla gola e grave disagio al torace. Non a caso, un produttore serio come la Phillips dice che non vende purificatori basati su ionizzatori perché ritiene che siano dannosi per la salute umana. Ma quanti produttori sono altrettanto seri e non si approfittano dell’ignoranza dei potenziali clienti?

I medici raccomandano, pertanto, depuratori di tipo HEPA, che non emettono mai ozono. I produttori di depuratori d’aria, in effetti, si concentrano su ciò che accade all’aria, non sul corpo, e lasciano ai consumatori il compito di collegare i due punti, che come visto non è affatto scontato. Inoltre, i depuratori d’aria che non contengono materiali “adsorbenti” o la tecnologia di ossidazione fotocatalitica non possono rimuovere gli inquinanti gassosi, che spesso sono una parte rilevante del problema.

Per quanto riguarda poi – in particolare – gli allergeni, occorre sapere che il polline non rimane a lungo nell’aria: tende a depositarsi rapidamente a terra. Quindi i medici raccomandano che i soggetti allergici prendano, piuttosto, “provvedimenti di prima linea” per tenere a bada il polline, come chiudere le finestre, indossare gli occhiali all’aperto e cambiarsi d’abito e fare la doccia al ritorno a casa. I purificatori d’aria ricadono nella “seconda linea”, per la serie “non possono far male, potrebbe essere utile”.

I modelli testati sul campo

E poiché i produttori di depuratori d’aria non possono dimostrare i benefici per la salute dei dispositivi, l’industria tende a fissarsi sulla tecnologia, come se la fredda meccanica fosse fine a se stessa. E si fa largo ricorso al marketing creativo: non mi meravigliate, quindi, se magari vi verrà detto che il sistema di filtraggio, secondo il suo produttore, è stato progettato per qualche ente spaziale, per rimuovere l’etilene in modo che gli astronauti possano far crescere il cibo nelle missioni più lunghe.

Le persone possono perdersi dietro tutti gli specchietti per le allodole o un design elegante, ma il criterio principale per selezionare un sistema di filtraggio dell’aria dovrebbe essere la sua capacità di rimuovere efficacemente le particelle sospese nell’aria. Airocide, ad esempio, genera radicali idrossili, altamente instabili, per cui quando l’aria passa attraverso l’apparecchio muffa e acari della polvere si scagliano contro i radicali ossidrile e vengono masticati nelle reazioni chimiche che ne derivano.

Il purificatore d’aria Airocide, dall’elegantissimo design e ottimo contro gli allergeni.

Occorre dunque che qualcuno testi quanto bene un depuratore d’aria rimuove polvere e fumo da uno spazio chiuso quale una stanza, come si comporta a velocità alte e basse e quanto è silenzioso. I migliori modelli portatili testati da Consumer Reports – un po’ l’equivalente americano di Altroconsumo –sono risultati efficaci nel pulire l’aria di polvere, fumo e polline alla loro velocità massima e minima. I modelli peggiori, invece, non sono risultati molto efficaci, a qualsiasi velocità.

La maggior parte dei depuratori d’aria da stanza testati pesa da 5 a 10 kg, hanno una maniglia e stanno sul pavimento o su un tavolo, mentre i modelli più pesanti potrebbero avere le ruote. Molti hanno un filtro per particolato ad alta efficienza (HEPA), che può catturare particelle ultrafini (0,3 μm). La maggior parte dei filtri HEPA deve essere sostituita ogni anno, una spesa che potrebbe avvicinarsi al costo dell’intero apparecchio purificatore, ma alcuni modelli sono ora disponibili con filtri HEPA pulibili.

I modelli portatili che utilizzano la tecnologia a precipitazione elettrostatica o la sola ionizzazione potrebbero produrre ozono, un irritante ai polmoni. I generatori di ozono dedicati, una sottocategoria dei purificatori d’aria da camera, producono deliberatamente grandi quantità di ozono. Secondo i produttori, è quello un modo per ridurre gli allergeni come polvere, fumo, polline, germi e muffe. L’ozono, tuttavia, è una seria preoccupazione per la salute, per cui ad es. in California la loro vendita è vietata.

Molti modelli portatili di purificatori d’aria hanno costi operativi annuali che vanno da 150 a 200 euro circa per la sostituzione del filtro e per l’elettricità (la maggior parte di questi costi riguarda i filtri). I prezzi del filtro, in particolare, possono variare da circa 10 euro ciascuno fino a circa 100 euro (con alcuni prezzi fino a centinaia di euro). Alcune unità usano un prefiltro per catturare particelle voluminose prima di raggiungere il filtro HEPA, eventualmente estendendone la durata.

A seconda dell’utilizzo, in genere è necessario sostituire i filtri ai carboni attivi ogni 3 mesi e il filtro principale ogni anno. Qualsiasi tipo di depuratore d’aria non funzionerà bene se il filtro è intasato e polveroso e, se il filtro è pieno, potrebbe smettere di funzionare del tutto. Alcuni modelli, tuttavia, hanno dei filtri lavabili che possono essere riutilizzati. Preferite modelli efficienti dal punto di vista energetico rispetto ai modelli standard, se riuscite ad avere le informazioni sui consumi operativi.

I depuratori d’aria migliori sono particolarmente adatti a filtrare le particelle inquinanti come polvere, fumo di candele o camini e polline. I composti organici volatili (COV) di adesivi, vernici e prodotti per la pulizia e altri tipi di inquinanti gassosi, tuttavia, sono un’altra questione. Spesso si presume che alcuni modelli portatili con prefiltri di carbonio filtrino i COV, ma tali filtri sono specifici per determinati inquinanti gassosi, non per altri, e nessun purificatore d’aria rimuove tutti gli inquinanti gassosi tipici in una casa.

Il monitoraggio degli inquinanti

Si noti che alcuni produttori di purificatori d’aria hanno in catalogo anche dei misuratori di qualità dell’aria indooor abbinabili al proprio apparecchio. Ad esempio, Blueair ha un misuratore che rileva il livello di PM2.5, di composti organici volatili (COV) e di biossido di carbonio (CO2), oltre che di temperatura e umidità, e fornisce il relativo grafico nel tempo visualizzabile anche da fuori casa grazie a un app per smartphone, una funzionalità sempre apprezzabile per tali monitor.

L’app per gestire da remoto il misuratore di qualità dell’aria di Blueair (fonte: Blueair)

Si tratta di una scelta intelligente. Infatti, il particolato fine ed i composti organici volatili sono le due categorie di inquinanti più pericolosi, ed il fatto di poterle misurare consente di valutare l’efficacia della depurazione dell’aria da parte dell’apparecchio. Invece, il biossido di carbonio ovviamente è prodotto dalla respirazione e non viene ridotto dai comuni purificatori d’aria, ma vi segnalerà quando è il momento di ventilare un ambiente e quando, essendone calato il livello, è possibile cessarla.

Vi sono anche altri due importanti motivi per i quali i misuratori di qualità dell’aria abbinabili all’apparecchio sono importanti. Essi aiuteranno l’utente a capire quando è ora di cambiare il filtro, un po’ come succede con i sistemi di filtraggio dell’acqua a osmosi inverso, nei quali si misura il residuo fisso a valle ed a monte per capire quando il filtro va cambiato. Inoltre, la presenza in catalogo di tali monitor è indizio di serietà, perché indica che, probabilmente, il depuratore fa il suo lavoro.

Pertanto, se si acquista un purificatore d’aria, è importante comprare anche uno o più misuratori di qualità dell’aria – eventualmente di altre marche, se più economici o per altri aspetti preferibili – al fine di monitorare, in particolare, il PM2.5, i VOC (o almeno la formaldeide, che ne è il principale), il biossido di carbonio (CO2) e, se l’apparecchio ha uno ionizzatore, anche il livello di ozono (O3).

 

Riferimenti bibliografici

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