Inquinamento indoor: cosa è davvero?

Molte persone, quando pensano all’inquinamento atmosferico, pensano allo smog e alle emissioni delle auto. Questo è ciò che viene chiamato inquinamento dell’aria esterna (outdoor), ma è più pericoloso quando diventa inquinamento dell’aria interna (indoor).

L’inquinamento indoor, o dell’aria interna, si verifica dunque quando alcuni inquinanti atmosferici – dal particolato ai vari gas tossici – contaminano l’aria delle case, degli uffici o, più in generale, degli edifici. Tali inquinanti atmosferici possono causare malattie respiratorie o addirittura il cancro. Questo tipo di inquinamento indoor, dunque, è evidentemente legato a quello esterno.

Ma vi è poi un inquinamento indoor – potenzialmente non meno pericoloso, anzi – dovuto a cause o fonti presenti nella casa o nell’edificio stesso. Pertanto, anche chi vivesse in una zona del mondo o del Paese completamente priva di inquinanti esterni che penetrano all’interno, potrebbe ugualmente avere un inquinamento indoor, con le relative conseguenze sulla propria salute.

La lista degli inquinanti indoor più comuni – e che bisogna conoscere – comprende i seguenti: (1) fumo passivo; (2) fumo dal riscaldare o cucinare; (3) particolato indoor; (4) muffa; (5) contaminanti biologici; (6) amianto; (7) particelle di piombo; (8) Composti Organici Volatili, o COV; (9) monossido di carbonio; (10) formaldeide; (11) ozono; (12) biossido di azoto; (13) pesticidi e disinfettanti; (14) radon.

I principali inquinanti indoor e la relativa tipologia.

Gli inquinanti che possono influire sulla qualità dell’aria in una casa si aggiungono alla composizione naturale dell’aria pura (composta per il 78,1% da azoto, per il 20,9% da ossigeno e per meno dell’1% complessivo da gas come l’argon, l’idrogeno, il metano, lo xenon, il kripton, l’elio e il neon), e rientrano nelle due seguenti grandi categorie: il particolato e gli inquinanti gassosi.

Il particolato include polvere, fumo, polline, peli di animali, fumo di tabacco, particelle generate da dispositivi di combustione come fornelli da cucina e particelle associate a microrganismi, come: acari della polvere, muffe, batteri, virus. Gli inquinanti gassosi provengono da processi di combustione. Le fonti includono fornelli a gas, scarico dei veicoli e fumo di tabacco. Provengono anche da: materiali da costruzione, arredamento e dall’uso di prodotti per la pulizia, adesivi, vernici e pesticidi.

L’inquinamento indoor prodotto da fonti interne può essere significativamente più pericoloso di quello outdoor – in pratica, può essere anche 3 o più volte maggiore – a causa di quanto l’aria inquinata si concentra negli ambienti interni. E ciò, naturalmente, avviene soprattutto quando questi ultimi sono scarsamente areati e/o piccoli rispetto al numero di persone che ci vivono.

Dunque, se vivi in ​​un piccolo edificio, cucini molto e non usi la tua cappa da cucina, che comunque potrebbe non essere molto efficace, probabilmente avrai seri problemi con gli inquinanti della cottura. L’impatto sulla salute degli inquinanti indoor sulla popolazione è pari a quello degli incidenti stradali e superiore a quello di preoccupazioni tradizionali come il fumo passivo o il radon.

L’inquinamento dell’aria domestico è uno dei maggiori rischi per la salute ambientale nel mondo: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno ben 4,3 milioni di persone muoiono in modo prematuro ogni anno a causa dell’esposizione a questo tipo di inquinamento. E le abitazioni di famiglie povere od a basso reddito hanno spesso un maggiore inquinamento dell’aria interna.

Infatti, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, milioni di persone preparano i loro pasti con metodi tradizionali (ad esempio legno, carbonella, carbone, sterco, rifiuti vegetali) su fuochi aperti all’interno di ambienti chiusi o semi-chiusi. Tali pratiche inefficienti possono aumentare la quantità di inquinanti indoor – specie fumo e particolato – e possono quindi causare seri problemi di salute.

Inoltre, noi passiamo un terzo della nostra vita dormendo, ma tutta la vita a respirare. Quello che respiri dovrebbe quindi essere importante quanto il posto dove dormi. I tuoi polmoni sono un organo “critico” e vanno trattati di conseguenza. E se gli inquinanti non trovano qualcosa da danneggiare nei polmoni, possono spostarsi nel flusso sanguigno e avere accesso a tutti gli organi.

Gli effetti sulla salute derivanti dagli inquinanti dell’aria indoor possono essere riscontrati subito dopo l’esposizione – questi includono irritazione di occhi, naso e gola, mal di testa, vertigini e stanchezza – manifestarsi dopo anni dall’esposizione: questi effetti, che includono alcune malattie respiratorie, malattie cardiache e cancro, possono essere gravemente debilitanti o fatali.

Il particolato nell’aria rappresenta una minaccia comune per la nostra salute e il nostro benessere. Ma siamo ingenui se crediamo che soltanto l’aria che respiriamo all’esterno degli edifici sia una minaccia. Trascorriamo, in media, il 90% del nostro tempo in casa. Nei centri urbani in particolare, l’inquinamento dell’aria esterna sotto forma di particelle non si ferma alle nostre porte o finestre.

Apparentemente, la qualità dell’aria interna dovrebbe essere migliore della qualità dell’aria esterna a causa dell’effetto schermante degli edifici e dell’eventuale installazione di dispositivi di ventilazione e di pulizia dell’aria. Tuttavia, oltre i 2/3 degli studi combinati di qualità dell’aria interna ed esterna in letteratura hanno rilevato una concentrazione di inquinanti dell’aria interna superiore a quella all’aperto.

Ciò indica l’importanza di condurre più studi al fine di migliorare la nostra comprensione della causa dei problemi e delle misure correttive associate. Sebbene il tempo trascorso in casa vari in base a stagione, età, sesso, tipo di lavoro, condizioni di salute degli abitanti e così via, una buona qualità dell’aria può salvaguardare la salute degli occupanti e aumentare la produttività dei lavoratori.

La politica ed i finanziamenti tendono, invece, a concentrarsi sulla ricerca all’aperto: qualità dell’aria, acqua potabile, acque reflue, siti di rifiuti pericolosi e contaminazione del suolo. Eppure l’ambiente interno è probabilmente quello più importante in termini di salute umana: se si guarda solo la dose di sostanze chimiche tossiche di origine ambientale che assumiamo nei nostri corpi durante la nostra vita, ebbene, essa è dominata dall’aria che respiriamo e dalle superfici che tocchiamo indoor.

Gli sforzi per mascherare gli odori – ad esempio con incenso, candele e deodoranti – esacerbano il pericolo. Dopotutto, la combustione interna crea più inquinanti che permangono negli spazi chiusi ermeticamente; e, ad esempio, un inquinante pericoloso e potenzialmente cancerogeno come la formaldeide si forma quando l’ozono reagisce con altri gas, in particolare gli agenti profumanti ed i deodoranti.

Ma ciò che accade in una casa in termini di esposizione agli inquinanti ambientali è, per molti aspetti, nascosto. E questo è certamente il caso quando si tratta di prodotti per la pulizia, deodoranti per l’ambiente e prodotti per la cura della persona che teniamo nelle nostre case. Molti di essi contengono sostanze chimiche legate all’asma, alle allergie o persino al cancro. Numerosi deodoranti per ambienti, per esempio, contengono ftalati, che sono interferenti endocrini.

Quindi cosa possiamo fare per migliorare la qualità dell’aria sia all’interno che all’esterno? Questa è la domanda che molti si chiedono ogni singolo giorno. Perciò, in altrettanti articoli ad hoc, vedremo come misurare i principali inquinanti indoor, come individuarne le possibili fonti e come adottare delle opportune strategie – tre in particolare – per eliminarli o quanto meno ridurli. La misurazione fai-da-te di alcuni inquinanti chiave permetterà poi di valutare il successo o meno di tali strategie.

 

Riferimenti bibliografici

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