Onde millimetriche: l’uso come arma non letale

Il lancio globale del 5G è già in corso e presto potremo vedere nuove torri con piccole celle vicino a tutte le scuole, in ogni strada residenziale, disperse in tutto l’ambiente naturale, e praticamente ovunque. Ma la sicurezza di questa tecnologia è seriamente in discussione, e soprattutto all’estero c’è una battaglia furiosa per fermare l’implementazione di questa tecnologia, che utilizza sia le microonde sia le onde millimetriche, creando fasci concentrati di radiazioni 100 o più volte più intensi rispetto a oggi.

Le reti di telefonia mobile tradizionali (2G, 3G e 4G) e il Wi-Fi di oggi si basano sulle microonde, un tipo di radiazione elettromagnetica che utilizza frequenze fino a 6 gigahertz (GHz) per trasmettere in modalità wireless voce o dati. Tuttavia, le applicazioni 5G richiederanno lo sblocco di nuove bande dello spettro in intervalli di frequenza superiori a 6 GHz, fino a 100 GHz, utilizzando onde millimetriche e submillimetriche per consentire la trasmissione dati a velocità ultraelevate rispetto alle microonde.

Il fatto che la tecnologia 5G utilizzi fasci concentrati di radiazioni e che pure delle armi basate sulle onde millimetriche e sulle microonde impieghino fasci concentrati, rispettivamente, di onde millimetriche e di microonde dovrebbe far riflettere. Perciò, chi sostiene che le radiofrequenze – e in particolare il 5G siano tecnologie innocue farebbe bene a leggere con molta attenzione il presente articolo, che illustra come le onde millimetriche e le microonde siano alla base di sistemi d’arma militari.

Qualcuno ci sta mentendo – e non sono certo gli scienziati indipendenti, che ci stanno mettendo invece in guardia – sul fatto il 5G sia perfettamente sicuro: perché è allo stesso tempo un’arma militare che usa le stessa bande di frequenza per il controllo della folla come arma biologica (nel caso dello onde millimetriche) o per provocare tutta una serie di disturbi e malesseri (nel caso delle microonde). Siamo quindi di fronte a un clamoroso caso di “doppia verità”, evidentemente inconciliabili fra loro.

La “doppia verità” sugli effetti delle onde millimetriche e sulle microonde, che verranno entrambe utilizzate dalla ubiquitaria rete 5G. Non stupisce, quindi, che nessuna assicurazione assicuri le compagnie della telefonia mobile dagli effetti sulla salute delle persone.

In questo articolo vedremo come le onde millimetriche possono essere usate come una micidiale arma con effetti a breve termine sull’uomo, mentre nell’articolo Le microonde come armi e gli effetti a lungo termine vedremo come si possano impiegare le microonde come un’arma e come, quando è stato fatto sia pure a bassi livelli di densità di potenza, si siano riscontrati anche dei gravi effetti a lungo termine (quali ad es. un aumento di tumori), in accordo con quanto già riscontrato per la telefonia mobile.

I “sistemi di allontanamento attivi” (Active Denial System, o ADS)

I militari usano onde millimetriche ad alta potenza – in pratica, lo stesso tipo di onde che verrà usato dalla rete 5G, ma a potenze più basse – nei “sistemi di allontanamento attivi” (Active Denial Systems, o ADS), per controllare i nemici o una folla. Questi sono un’arma biologica progettata per controllare le persone attivando onde millimetriche ad alta potenza che riscaldano il corpo durante l’esposizione. Antenne altamente direttive mirano al bersaglio e disperdono la folla in pochi secondi.

L’utilizzo della tecnologia a onde millimetriche per limitare l’accesso a posizioni sensibili è un’applicazione esclusiva di tale tecnologia. Può fornire armi o sistemi deterrenti non letali installabili su piattaforme mobili o fisse. Lo U.S. Army Armaments Research Development and Engineering Center ha collaborato fin dal 2000 con il Non-Lethal Weapons Program del Dipartimento della Difesa statunitense per sviluppare una tecnologia di “allontanamento attivo” a stato solido basata su onde millimetriche.

Questa tecnologia usa un fascio orientabile a 95 GHz che proietta onde ad alta potenza verso le persone che sono in una posizione indesiderata. Per loro natura, le onde a 95 GHz (3,2 mm) consentono in teoria solo una penetrazione limitata, pari a circa 17 mm nel tessuto umano, mentre la maggior parte dell’energia è assorbita entro 1/64 di pollice – pari a circa 0,4 mm – nella pelle. Le molecole d’acqua e il sistema nervoso del corpo sarebbero riscaldati e disturbati dalle radiazioni millimetriche, ma si suppone che non si verifichino lesioni permanenti finché le persone sono esposte a dosi minori.

L’utilizzo della tecnologia a onde millimetriche per limitare l’accesso a posizioni sensibili è un’applicazione esclusiva di tale tecnologia. Potrebbe fornire sistemi deterrenti non letali mobili o fissi.

I militari americani che hanno messo a punto questo “raggio di calore” anti-uomo, e condotto test su animali e volontari, hanno speso oltre 40 milioni di dollari per lo sviluppo dell’arma. Il sistema include una sorgente di energia ad onde millimetriche con guide d’onda per dirigere l’energia verso un’antenna parabolica di circa 3 x 3 metri, che forma un raggio il quale produce un’intensa sensazione di bruciore, e che può essere usato in un campo di battaglia o contro una folla ostile.

L’obiettivo è quello di scoraggiare o scacciare gli avversari scoperti all’aperto con un raggio che infligge dolore senza causare danni permanenti. Questo sistema d’arma non letale funziona riscaldando le molecole d’acqua nel sottile strato superiore della pelle. Secondo i rapporti, un’esposizione di 2 secondi a tale sistema può riscaldare la pelle ad una temperatura di 55 °C. I militari descrivono la sensazione come simile al toccare una lampadina ordinaria che è stata lasciata accesa per un po’.

La dimensione del raggio e il suo range operativo erano inizialmente informazioni riservate. Oggi sappiamo che un fascio della potenza di 100 kW e largo 1,5 metri viene spazzato attraverso il campo di battaglia o diretto a un individuo per alcuni secondi. Il sistema era inizialmente destinato a proteggere il personale militare dal fuoco delle armi leggere, che in genere è considerato come una minaccia nel raggio di 1.000 metri dal bersaglio. Poi è nata l’idea di usarlo per il controllo e la dispersione della folla.

I primi test furono effettuati utilizzando un’antenna fissa, ma i militari hanno poi sviluppato una versione mobile del sistema. Il sistema può essere montato su un veicolo a ruote multiuso ad alta mobilità. In seguito potrebbe essere montato su altri veicoli come aerei, elicotteri e navi. La tecnologia è stata sviluppata da due team dell’Air Force Research Laboratory: uno del laboratorio presso la Kirtland Air Force Base e l’altro dello Human Effectiveness Directorate alla Brooks Air Force Base, Texas.

L’appaltatore del Dipartimento della Difesa, la Raytheon, ha poi sviluppato una versione più piccola dell’ADS, il Silent Guardian. Questo modello ridotto viene principalmente commercializzato per essere utilizzato dalle forze dell’ordine, dai militari e da altri fornitori di sicurezza (ad es. in un carcere). Il sistema è azionato e mirato con un joystick e una schermata di puntamento. Il dispositivo può essere utilizzato per obiettivi a più di 250 metri di distanza, e il raggio ha una potenza di 30 kW.

Schema delle caratteristiche dei principali sistemi di “allontanamento attivo” già realizzati (i primi due) o in corso di sviluppo (i secondi due) negli Stati Uniti da parte della Raytheon.

Nel 2014-2015, un sistema simile più robusto e mobile è stato installato su un camion MTVR dei Marines. La tecnologia di allontanamento attivo a stato solido ha comunque il potenziale di fornire un sistema non letale a corto raggio (circa 100 m), con dimensioni del fascio ridotte (circa 0,5 m) che offre riduzioni di dimensioni e peso rispetto ai prototipi a campo lungo e grande fascio. Ciò usando una fonte di energia a semiconduttore al nitruro di gallio per produrre le onde millimetriche a 95 GHz.

Tuttavia, le contromisure contro l’arma potrebbero essere abbastanza semplici – ad esempio coprire il corpo con indumenti pesanti o indossando un lenzuolo metallico – o anche proteggersi con il coperchio di un bidone della spazzatura usandolo come uno scudo o un riflettore. Inoltre non è chiaro come la tecnologia di allontanamento attivo possa funzionare in condizioni di pioggia, nebbia o spruzzi di mare, in cui l’energia del raggio potrebbe essere assorbita dall’acqua presente nell’aria.

Le Forze armate americane pubblicizzano quest’arma come il primo sistema non letale contro persone con una portata estesa maggiore rispetto alle armi non letali attualmente in campo. La maggior parte delle armi non letali contro le persone usano energia cinetica (colpi di gomma, sacchi di fagioli, etc.), che presenta un rischio più elevato di lesioni e un’efficacia variabile in relazione alla taglia, all’età e al sesso del bersaglio. La nuova arma, invece, ha lo stesso effetto su tutti i bersagli umani.

Il sistema di allontanamento attivo (o Active Denial System, ADS) già nel 2006 era certificato per l’uso militare in Iraq, e nel 2010 l’esercito americano lo ha schierato in Afghanistan, dove pare che non sia mai stato usato, ma potrebbe venire impiegato in futuro. L’ADS emette onde di un millimetro, che sono più lunghe, come lunghezza d’onda, rispetto ai raggi X ma più corte dei raggi di un forno a microonde: 95 GHz = 3,2 mm di lunghezza d’onda, rispetto a 2,45 GHz = 12 cm di lunghezza d’onda.

Un Active Denial System implementato su un veicolo militare pesante.

Gli effetti termici e biologici delle onde millimetriche

I soggetti colpiti da un ADS potrebbero sentirsi come se avessero subito gravi ustioni. In effetti, 55 °C corrisponde alla temperatura di un’acqua molto calda, a cui non riusciamo a resistere a lungo. I documenti forniti dalle Autorità militari USA affermano che gli effetti non sono duraturi: al massimo, “alcuni volontari che non tollerano il caldo possono sperimentare arrossamenti prolungati o anche piccole vesciche”. Tuttavia, non c’è stato alcun controllo indipendente sulle affermazioni delle Forze armate.

Oggi, però, sappiamo dal mondo della ricerca scientifica che questo tipo di tecnologia interagisce in modo sostanziale con la pelle e gli occhi umani. Le ustioni prodotte da un sistema di “allontanamento attivo” sono simili alle bruciature prodotte dalle microonde (si pensi a un forno a microonde) ma vengono prodotte solo sulla superficie della pelle a causa delle onde più corte impiegate dall’Active Denial System, descritte dalle vittime “come se all’improvviso si aprisse la porta davanti a un altoforno”.

La temperatura superficiale di un bersaglio umano continuerà ad aumentare fino a quando il raggio sarà applicato, ad una velocità dettata dal materiale del bersaglio e dalla distanza dal trasmettitore, insieme alla frequenza del raggio e al livello di potenza impostati dall’operatore. La maggior parte dei soggetti umani ha raggiunto la soglia del dolore entro 3 secondi e nessuno è stato in grado di sopportare più di 5 secondi. A circa 51 °C si verificano ustioni di 1° grado, ed a circa 58 °C ustioni di 2° grado.

Ma la scoperta più scioccante, resa pubblica attraverso studi di ricerca israeliani presentati nel 2018 in una conferenza internazionale sull’argomento, è che i condotti sudoripari collocati nello strato superiore della pelle si comportano come delle antenne elicoidali – antenne specializzate costruite specificamente per rispondere ai campi elettromagnetici – quando vengono esposti alle lunghezze d’onda millimetriche (Betzalel et al., 2018), come ad es. quelle emesse dai dispositivi della tecnologia 5G.

Di recente si è scoperto che i dotti sudoripari della nostra pelle si comportano come antenne elicoidali. Ciò non promette nulla di buono in relazione agli effetti a lungo termine del 5G, in quanto non si limiterebbero agli strati superficiali.

Con milioni di condotti sudoripari, i nostri corpi diventeranno molto più conduttivi a questa radiazione. Le conseguenze complete di ciò non sono al momento chiare, specie per le fasce più vulnerabili della popolazione (neonati, donne incinte e anziani). Ma la rete 5G aggiunge dei potenziali danni a quelli che riguardano la pelle umana. Infatti, come conseguenza, le radiazioni elettromagnetiche possono viaggiare dalla pelle fino al sistema nervoso e arrivare a colpire occhi, testicoli e ghiandole.

Perciò, la tecnologia Active Denial System sta diventando onnipresente nei migliori eserciti mondiali, dimostrando quanto questa energia a radiofrequenza sia realmente efficace a causare danni agli esseri umani ed a qualsiasi altra cosa. Le agenzie di difesa statunitensi, russe e cinesi sono state attive nello sviluppo di armi che si basano sulla capacità di questa tecnologia elettromagnetica di creare sensazioni di bruciore sulla pelle, per il controllo della folla e la dispersione di masse.

La migrazione da un enorme sistema di controllo della folla e dispositivo per la negazione delle aree a una piccola forza di polizia schierata è, chiaramente, il punto verso cui è diretta la tecnologia Active Denial. Alcuni concept applicativi vedono questi sistemi montati sui soffitti delle carceri, dove un’intera stanza può essere disabilitata da remoto con un joystick e la pressione di un grilletto. Anche i cellulari della polizia ed i veicoli dei reparti antisommossa potrebbero esserne in futuro dotati.

Il lato oscuro di questa nuova forma di controllo della folla e di negazione dell’area è che il sistema potrebbe essere usato come un’arma di tortura molto efficiente che non lascia segni. Ciò è particolarmente vero se il sistema è stato applicato per periodi di tempo prolungati su un soggetto immobilizzato e sintonizzato in modo specifico per massimizzare il dolore senza uccidere. In altre parole, l’ADS potrebbe essere capace di cose piuttosto aberranti se messo nelle mani sbagliate.

Schema di un sistema di allontanamento attivo a onde millimetriche.

L’Active Denial System è stato specificamente progettato come arma non letale. Affinché questa tecnologia diventi letale, l’esposizione al fascio di energia per il tempo necessario per ottenere l’effetto di respingere dovrebbe essere prolungata di molte volte. Dunque, sebbene gli effetti siano descritti dalle Forze armate come semplicemente “spiacevoli”, il dispositivo ha il “potenziale per causare la morte”: vedi Hambling D., “Army Orders Pain Ray Trucks: New Report Shows ‘Potential for Death’” (2008).

Il citato rapporto, infatti, descrive in dettaglio come un fascio di radiazione apparentemente non letale potrebbe essere trasformato in un killer che brucia la carne umana. Il dr. Jürgen Altmann, esperto della fisica delle armi ad energia diretta, spiega che “il fascio di quest’arma non è completamente uniforme: chiunque sia sfortunato da essere catturato nel centro del fascio sperimenterà più riscaldamento rispetto a qualcuno al confine di esso, che può inoltre sfuggire più rapidamente”.

E forse ancora più significativa è la sua analisi approfondita del riscaldamento che questo tipo di arma produce sulle persone: “Vi è un effetto cumulativo se l’obiettivo non ha la possibilità di raffreddarsi tra le esposizioni. Nei test militari statunitensi è stato osservato un ritardo di quindici secondi tra le esposizioni; ciò potrebbe non succedere quando l’ADS è usato per davvero. Di conseguenza, l’Active Denial System fornisce la possibilità tecnica di produrre ustioni di secondo e terzo grado”.

E aggiunge: “Dato che il fascio largo 2 metri è più largo di un uomo, tali ustioni si verificherebbero su parti considerevoli del corpo, fino al 50% della sua superficie. Le ustioni di 2° e 3° grado che coprono più del 20% della superficie corporea sono potenzialmente pericolose per la vita, a causa della decomposizione dei tessuti tossici e di una maggiore sensibilità alle infezioni, perciò richiedono cure intensive in un’unità specializzata. Dunque, l’arma può provocare lesioni permanenti o morte”.

Una telecamera nell’infrarosso mostra una persona (il punto luminoso al centro del riquadro) colpita dal fascio di onde millimetriche.

L’aeronautica militare americana afferma che l’eccessiva esposizione non dovrebbe verificarsi: “l’intensità del raggio varia in base al raggio d’azione, i calcoli del margine di sicurezza e degli effetti hanno tenuto conto dell’intensità massima del raggio. L’effetto di repulsione sarà praticamente identico a breve o lungo raggio finché gli effetti non si dissipano oltre il range effettivo del sistema”. Il dott. Altmann, però, non è convinto. I suoi calcoli suggeriscono un margine di sicurezza pericolosamente stretto.

In un test effettuato nel 2007 contro un aviatore volontario, la descrizione delle ferite è stata censurata dal rapporto: tutto ciò che possiamo vedere è che sono coperte da 11 punti numerati. Una dichiarazione dell’Air Force dice: “l’infortunio è stato classificato come ustioni di secondo grado”, un tipo caratterizzato da vesciche. I giornali locali hanno riferito che l’aviatore ha subito ustioni su entrambe le gambe e ha trascorso due giorni nel Centro Ustionati Joseph M. Still di Augusta, in Georgia.

Chiaramente, le misure di sicurezza non impediscono l’errore dell’operatore. Un rapporto sull’incidente avvenuto nel test appena descritto è stato in seguito ottenuto dal giornalista di Wired Sharon Weinberger utilizzando il Freedom of Information Act. “Questo documento conferma la mia analisi secondo cui l’intensità e la dose dei soggetti target sono lasciati alla discrezione dell’operatore, e ciò porta alla possibilità di ustioni di secondo e terzo grado, potenzialmente letali”.

L’aumento della temperatura della pelle (in gradi Kelvin), rispetto alla normale temperatura corporea, in funzione del tempo di irradiazione t (in secondi), per intensità costanti che vanno da da 1 a 8 W/cmq. Sono indicate anche le soglie del dolore e del dolore massimo. I punti neri indicano condizioni in cui si sono riscontrate ustioni di 2° o 3° grado. (fonte: Altmann, 2008)

E ciò è avvenuto con soli 4 secondi di esposizione. Non sappiamo quali ferite sarebbero emerse con una esposizione più lunga, perché le autorità statunitensi hanno ritenuto opportuno censurare pesantemente le informazioni biomediche dal rapporto reso pubblico”. Inoltre, i resoconti dei test precedenti mostrano che i riflessi del raggio possono causare hotspot intensi più del doppio rispetto al raggio principale. Ma con il 5G, che pure userà onde millimetriche, chi ha mai preso in considerazione tali aspetti?

In effetti, i test dell’arma hanno mostrato che le riflessioni sugli edifici, sull’acqua o persino sul terreno possono produrre densità di picco della potenza delle onde millimetriche due volte più alte del raggio principale. Inoltre, occhiali, lenti a contatto e oggetti metallici potrebbero causare anch’essi hot-spot (o “punti caldi”), e ciò ha sollevato preoccupazioni sul fatto che il dispositivo sarebbe rimasto fedele al suo scopo di produrre incapacità temporanea non letale, in assenza di precauzioni di sicurezza.

Inoltre, alcuni sostengono che i soggetti che hanno piercing, gioielli o tatuaggi possono subire gravi danni alla pelle. Le persone tatuate possono ammalarsi a causa dell’elevata quantità di sostanze tossiche rilasciate dal pigmento del tatuaggio riscaldato / fuso. Inoltre, nessuno pare aver considerato il fatto che le onde millimetriche, nelle palpebre e nei bambini, non evitano il secondo strato cutaneo (il derma), dove si trovano strutture critiche come terminazioni nervose e vasi sanguigni.

E questo per tacere del fatto che l’esposizione a lungo termine al raggio non letale può causare danni più gravi, in particolare a tessuti sensibili, come quelli degli occhi. Con il 5G, a tutti questi possibili effetti si sommerà il fatto che, in ambienti affollati, le persone saranno verosimilmente investite anche dai fasci diretti verso altre persone ad esse vicine, portando a densità di potenza imprevedibili ma assai più elevate di quelle – già finanche 100 volte più alte rispetto al 4G – di un singolo fascio.

Le telecamere IR aiuteranno a misurare gli effetti delle onde millimetriche del 5G sulle forme di vita (qui sono mostrati dei pipistrelli di notte), sulle persone isolate e negli ambienti affollati e sui dispositivi mobili verso cui saranno indirizzati fasci di radiazioni dalle piccole celle della telefonia.

Gli effetti a lungo termine delle onde millimetriche

Di solito, se un agente chimico o fisico ha il potenziale per infliggere rilevanti effetti acuti a breve termine, presenta anche degli effetti cronici in caso di esposizioni a lungo termine. Non sono stati comunque effettuati studi, da parte delle Forze armate USA, sugli effetti a lungo termine di questa tecnologia. Immaginate cosa potrebbe succedere se, per sventura, foste esposti a tali radiazioni h24 per 365 giorni l’anno, sia pure a un’intensità relativamente più bassa. Ciò vi ricorda qualcosa?

Come visto, il fatto che i campi elettromagnetici delle onde millimetriche si propaghino in realtà verso l’interno del corpo – diversamente da quanto propagandato dai militari – pone interrogativi sulle possibili conseguenze a lungo termine per gli organi interni, come ad es. il cancro. Ma, anche limitandosi agli effetti superficiali di tali onde, ai livelli di esposizione previsti per il 5G vi potrebbero essere effetti a lungo termine molto seri, quali il cancro della pelle e, per quanto riguarda gli occhi, la cataratta.

I medici militari, infatti, hanno continuato a raccontare ai marinai che venivano immersi continuamente nelle microonde dalle centinaia di antenne, ed ai soldati di bordo che azionavano armi e sistemi di comunicazione, che non si stavano facendo del male finché non sentivano il calore nei loro occhi. Allo stesso tempo, tuttavia, il Dipartimento della Difesa (DoD) statunitense ha finanziato ulteriori studi da parte del noto oftalmologo Milton Zaret sui militari esposti per lavoro alle microonde.

La cataratta è solo uno dei possibili effetti a lungo termine (e non certo il peggiore) che si sospettano possano verificarsi con le onde millimetriche. Dato che il 5G ne farà ampio uso, non aver fatto studi preliminari in proposito è qualcosa di molto grave.

Lo scopo era per cercare di risolvere la questione se la cataratta potesse svilupparsi in assenza di calore indotto da microonde; in questo studio, Zaret ha eseguito tutti gli esami necessari. Mentre Zaret portava avanti questa ricerca, pazienti privati, compresi veterani e militari in servizio attivo, continuavano a cercarlo. Negli anni successivi egli ha trovato la cataratta in molti uomini che erano stati esposti professionalmente a campi elettromagnetici ma non direttamente.

Infatti, essi non avevano mai guardato attraverso uno spioncino, e non ricordavano di aver sentito il calore nei bulbi oculari. Alcuni degli uomini avevano lavorato con radar, antenne radio o forni a microonde, altri con walkie-talkie o tubi a raggi catodici. In tutti questi casi, giovani militari in buona salute avevano subito danni al tessuto nella parte anteriore dell’occhio dietro l’obiettivo causata da qualcosa che non si vedeva e non si sentiva, e potevano essere solo microonde a intensità troppo basse per causare calore.

Zaret alla fine decise che era necessario, dal punto di vista medico, cambiare il livello dei campi elettromagnetici a microonde che il Dipartimento della Difesa considerava sicuro per i militari, perché quel livello era stato previsto su un meccanismo d’azione delle microonde a effetti termici, che era ormai sicuro fosse sbagliato. Gli fu detto, tuttavia, che la prova necessaria era una dimostrazione diretta negli animali che la cataratta poteva essere causata dall’esposizione a livelli non termici di microonde.

La cataratta è un’opacità del cristallino che si può produrre per varie cause, compresa l’esposizione intensa o prolungata a onde elettromagnetiche a livelli non termici, che però sono quelli su cui si basano i limiti di legge attuali.

Il Dipartimento della Difesa chiese a Zaret di eseguire lo studio, e lui fu d’accordo. La Marina possedeva una piccola isola disabitata vicina a Pearl Harbor, e gli diede un contratto quinquennale per usare l’isola per i suoi esperimenti. Acquisì centinaia di scimmie e iniziò il suo lavoro. Nel frattempo, nel mondo l’uso di microonde in armi e sistemi di comunicazione, dispositivi industriali e elettrodomestici continuava ad espandersi, non frenato dalla possibilità di effetti collaterali, oculari o di altro tipo.

Zaret studiò gli occhi delle scimmie sull’isola di Laulaunni: le espose ai campi elettromagnetici e poi cercò e trovò l’irruvidimento e l’ispessimento del tessuto nella parte anteriore dell’occhio dietro la lente che precede la formazione di cataratta da campi elettromagnetici, che era ciò che il Dipartimento della Difesa aveva richiesto come prova dei pericoli delle microonde. Egli continuò poi a esaminare gli occhi dei lavoratori civili e militari esposti alle microonde, ma era sempre vincolato al segreto.

Pertanto, mentre lavorava – fedele al dovere che sentiva di dovere al Governo – non disse nulla di pubblico riguardo a ciò che sapeva o sospettava sulle microonde. Finalmente, moltissimi anni dopo, arrivò il momento in cui le forze di Zaret si andavano modificando e lui iniziò a vedere il suo compito sotto una luce diversa. Durante un convegno scientifico, descrisse i primi segni che si verificano nel tessuto dietro la lente dell’occhio di qualcuno che viene ripetutamente esposto alle microonde.

In un altro meeting, Zaret descrisse diverse dozzine di casi in cui il processo degenerativo nell’occhio non era stato interrotto dall’allontanamento dall’ambiente pericoloso, portando alla formazione di una cataratta. Ad un altro meeting, disse in pubblico che la cataratta da microonde era una malattia ambientale prevenibile. In una pubblicazione, ha affermato esplicitamente che lo standard del Dipartimento della Difesa per l’esposizione alle microonde non è clinicamente credibile.

Anche alcuni militari ormai sono venuti allo scoperto, informando la popolazione sui rischi tenuti finora nascosti dei campi elettromagnetici per l’uomo. In figura, il libro di un capitano canadese in pensione esperto di guerra elettronica, John Flynn.

Si noti che la cataratta può essere prodotta anche dalla radiazioni che fuoriescono – sotto forma di piccole perdite – da un comune forno a microonde, come ben sanno gli avvocati che hanno difeso clienti danneggiati da tali elettrodomestici. Queste cataratte prodotte da “energia radiante” sono ben riconoscibili da un oftalmologo. E vi sono, in letteratura, anche studi sperimentali su cataratte indotte per esposizione alle microonde nei conigli, che hanno un occhio più simile a quello umano.

Dunque, come la cataratta può manifestarsi sul lungo termine per esposizione a livelli non termici, ma più bassi, di esposizione alle microonde, la stessa cosa potrebbe succedere con le onde millimetriche, che a differenza delle microonde non penetrano la pelle (distribuendo la loro energia all’interno del corpo), bensì la rilasciano solo negli strati superficiali della pelle e dell’occhio, aumentando così il rischio di bioeffetti in quelle zone delicate. L’assenza di studi sul tema per il 5G è quindi, a dir poco, assurda.

Gli effetti biologici, tutt’altro che trascurabili, delle onde millimetriche a bassa intensità sono stati studiati per decenni, in particolare nell’Europa orientale. Nessuno studio ha però finora valutato i rischi a lungo termine per l’uomo delle onde millimetriche a bassa intensità, ma in considerazione dei numerosi bioeffetti riscontrati e dell’utilizzo crescente delle tecnologie a onde millimetriche tali rischi appaiano molto concreti. Vedi, in proposito, il nostro articolo 5G e salute: gli effetti delle onde millimetriche.

 

Riferimenti bibliografici

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